Apre il Museo delle Antiche Navi: cura e allestimenti unici al mondo

Gli Arsenali Medicei si aprono ai cittadini dal 16 giugno: rari reperti innovano le conoscenze sulla navigazione antica, raccontando la storia della città

La presentazione del Museo delle Antiche Navi, avvenuta oggi 14 giugno, ha mostrato un gioiello di cui Pisa, ma l'Italia intera, può essere orgogliosa. Gli straordinari reperti delle imbarcazioni romane, perfettamente conservati tanto da essere chiamati la 'Pompei del mare', sono stati inseriti in un allestimento che innova e racconta la storia della navigazione umana, calata nel contesto di Pisa e del suo sviluppo antico, fra territorio, commerci, usi e costumi del periodo che va dal IV° secolo a.C. fino al VI-VII° secondo d.C.. La città della Torre, dal 16 giugno in avanti, potrà visitare il suo prestigioso museo archeologico. 

Il percorso per arrivare ad oggi è durato oltre 20 anni. Nel 1998 i lavori alla linea ferroviaria nei pressi di San Rossore fecero emergere i resti della prima nave, là dove un tempo scorreva il Serchio. Centinaia di anni ed una dozzina di alluvioni - c'era dissesto idrogeologico legato allo sfruttamento 'industriale' del legno - portarono nel VII° secolo all'interramento di quel tratto del fiume, che così cambiò il suo corso non finendo più nell'Arno ma dirigendosi verso il mare. E' proprio qua che sul fondale si sono ammassate le navi, scoperte anche una sopra l'altra. Poi sono state recuperate e studiate, sperimentando metodi di conservazione prima sconosciuti. Una linea temporale che taglia i secoli per arrivare ai giorni nostri. 

"E' un onore per me concludere questa fase - ha detto il soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio di Pisa e Livorno Andrea Muzzi - ed è bello che la prima apertura al pubblico sia il giorno più caro a Pisa, quello della Luminara. E' stato un lungo tempo quello trascorso, ci sono stati tanti problemi nello sfruttare tutti i finanziamenti, nel far lavorare insieme tante competenze. Dobbiamo ringraziare tutti gli uffici che hanno dimostrato grande dedizione a questo progetto, credendoci sempre". L'investimento complessivo del Mibac è stato fra i 16 ed i 17 milioni di euro, comprendendo ogni fase della realizzazione: dallo scavo fino al recupero degli Arsenali e l'allestimento delle sale espositive: 8 aree tematiche, 47 sezioni, per 5mila metri di totali di spazi museali. 

Il sindaco Michele Conti ha celebrato il momento: "E' un passo importante per la città, si sono unite tante storie di uomini in questo lavoro, con anche una scuola che si è specializzata, il Centro di restauro del legno bagnato, che potrà portare anche altro lavoro. E' un'occasione per Pisa: abbiamo detto spesso di puntare sullo sviluppo del turismo oltre la Torre, il Comune farà la sua parte nella sfida di rendere attrattivo questo museo, unico e irripetibile". In cantiere c'è un progetto di mobilità che possa unire Piazza Miracoli ed i musei dei lungarni: "Si è già parlato con il ministro Bonisoli - dice il sindaco - di una navetta che possa collegare i vari punti di interesse, è una ipotesi su cui lavorare. Intanto investiremo 150mila euro per sistemare la striscia di verde davanti il museo, su lungarno Simonelli". 

Visitare il museo

Il 'pezzo forte' del museo sono certamente le navi, fra cui spicca la Alkedo, la 'Gabbiano', "una nave a remi da diporto - racconta il direttore scientifico Andrea Camilli - che doveva essere di un facoltoso possidente. Se si guarda bene si riesce ancora a vedere l'occhio apotropaico dipinto, un caso unico al mondo. Dalla pittura che si è conservata infatti abbiamo ricostruito nel dettaglio come doveva essere l'imbarcazione, ne abbiamo fatto una ricostruzione perfetta". E' un modello di museo 'del vero' quello pisano: "Abbiamo contenuto la parte digitale, inserendo elementi didattici e di gioco, per mostrare subito agli occhi la storia ed il suo contesto. C'è grande qualità degli oggetti, ma vogliamo che emerga il racconto, il divertimento della scoperta".

Un'altra imbarcazione ha rivoluzionato il sapere sulla navigazione: "Si nota come la nave sia costruita con il modello 'a scheletro', che fino ad oggi si credeva fosse stato inventato nel Medioevo. Invece abbiamo la prova che risale già al III° secolo d.C.". E sui commerci? "Fino ad ora la storiografia individuava le produzioni agricole o i traffici in base alla tipologia di anfora: se era fatta per il vino, trasportava il vino. E invece abbiamo trovato materiali eterogenei dentro le anfore, una scoperta che avrà impatto su quanto si cedeva di sapere fino ad ora". Fra i tanti reperti Camilli mostra anche il 'Cippo della Figuretta', datato IV secolo a.C.: "E' una testimonianza dell'insediamento etrusco alle origini di Pisa. E' un pezzo rarissimo, 'da Louvre' potremmo dire".

Si possono trovare poi vesti, strumenti, giochi usati sulle navi dai passeggeri durante i viaggi... e tanto altro. "E' per noi una nuova avventura - ha detto Samantha Castelli di Cooperativa Archeologia - è un grande prestigio per noi gestire il museo dopo aver seguito tutti gli scavi. Speriamo che il nostro servizio sia gradito".

Orari

Il 16 giugno alle 18 c'è l'inaugurazione, porte aperte al pubblico gratis dalle 21 alle 23. Lunedì 17 apertura straordinaria a bigliettazione dalle 15 alle 23. Successivamente l’esposizione sarà aperta al pubblico il venerdì, sabato e domenica dalle 10.30 alle 18.30 e il mercoledì dalle 14.30 alle 18.30 (info e contatti: info@navidipisa.it e tel. 050 8057880. Per gruppi e scuole: prenotazioni@navidipisa.it e tel. 050 47029. Tutte le informazioni su www.navidipisa.it).

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