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Peccioli: il Museo delle icone russe compie 20 anni

Importante traguardo per il museo che sarà ampliato con una nuova collezione di 52 icone

Il Museo delle icone russe 'F. Bigazzi' di Peccioli compie vent'anni. Per festeggiare il traguardo il museo sarà ampliato con una nuova collezione di 52 icone (51 in bronzo e 1 in osso datate tra il XVII e il XIX secolo della Russia centrale) donate da Giuseppe e Paola Berger. "Cuore e padre di tutte le iniziative culturali del Comune di Peccioli - scrive in una nota la Fondazione Peccioliper - è luogo di dialogo per eccellenza: tra arte antica e contemporanea, tra cultura occidentale e orientale, tra passato e presente, tra locale e globale divenendo luogo di sperimentazione e volano per la promozione del territorio in Italia e all’estero. Nell’attesa che i visitatori possano godere della nuova collezione, vogliamo festeggiare virtualmente questo importante anniversario riproponendo con un video, pubblicato sui canali social della Fondazione Peccioliper, le tappe più significative del percorso che ha assistito la nascita e la crescita del Museo".

Quello delle icone russe è stato il primo museo a Peccioli a cui si sono aggiunti il Museo archeologico nel 2004, il Museo collezioni e litografie - Donazione Vito Merlini nel 2006 e il Museo di arte sacra nel 2009. "Nelle sale del Museo delle icone russe - prosegue la Fondazione Peccioliper - è possibile ammirare la collezione 'F. Bigazzi' di 60 pezzi unici, arricchita dal giugno 2007 dalla Collezione Belvedere che raccoglie 75 rarissime icone dipinte datate e firmate, i cui luoghi di provenienza sono, oltre alla Russia, l’Armenia, i Balcani, Costantinopoli, l’Estonia, Gerusalemme, la Grecia, le Isole Ionie, la Lettonia, il Monte Athos, la Romania, la Transilvania e l’Ucraina, e una raccolta di 75 icone di bronzo, unica in Italia. Dal 2013, con il nome di Museo di Palazzo Pretorio, è sede anche del museo Collezioni e litografie-Donazione Vito Merlini e, a piano terra, dell’Ufficio informazioni turistiche del Comune di Peccioli. E' stato inoltre ambasciatore del territorio, in ambito nazionale e internazionale. Le collezioni di icone hanno viaggiato sia in Italia che all’estero, dall’America alla Russia, dall’Olanda a Malta".

Il Museo è inoltre luogo di studio e approfondimento. Dal 2000 hanno avuto luogo 8 colloqui internazionali in cui sono state affrontate in anticipo sui tempi tematiche di tolleranza, di dialogo interreligioso. "E' inoltre luogo di dialogo tra arte antica e arte contemporanea. Sono infatti ospitate permanentemente al suo interno le installazioni di Vittorio Corsini 'Fonte' e 'Chiacchiere', nonché due opere degli street artists Emmeu e Pepsy. Dal 2008 ha avviato una collaborazione con l’AMACI (Associazione Musei di Arte Contemporanea Italiani) aderendo alla Giornata del Contemporaneo, inaugurando nel 2008 la mostra 'L’Angelo Sigillato', che metteva a confronto icone russe e interventi di artisti contemporanei, nel 2009 un’esposizione per celebrare il Centenario del Primo Manifesto del Futurismo dal titolo 'Mario Sironi tra futurismo e metafisica. Quaranta opere dalla Estorick Collection,
Londra' e nel 2010 la mostra 'La figura e il ritratto nell’arte del XX secolo. Da Umberto Boccioni a Emilio Greco'. Nel 2012 ha ospitato una mostra fotografica per festeggiare i 60 anni della Coppa Sabatini, nel 2018 una mostra di 50 opere originali di Gino Gavioli, nel 2019 una mostra di 50 biglietti augurali di Mario Bortolato in arte Bort e nel 2020 una mostra di opere di Zerocalcare. Insieme al Comune, passata la fase di emergenza, abbiamo intenzione di recuperare vecchi progetti e realizzarne altri forti della convinzione che le scelte fatte in passato".

 

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