Lunedì, 22 Luglio 2024
Cronaca

Nasce Adisco: a Pisa donare sangue del cordone ombelicale si può

La sede pisana si aggiunge a quelle di Grosseto, Prato, Viareggio, Massa e Livorno già attive in Toscana: sarà possibile salvare la vita anche ai malati di leucemia che non hanno donatori di midollo compatibili

È stata fondata la sezione pisana dell'Adisco (Associazione Donatrici Italiane Sangue del Cordone Ombelicale). La presiede la dott.ssa Cristina Manganelli e la sede è ospitata dall'Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, nei locali dell'unità operativa Medicina trasfusionale e biologia dei trapianti.
A livello nazionale l'associazione è attiva dal 1995. La sezione pisana va ad aggiungersi, in Toscana, a quelle di Grosseto, Livorno, Massa, Prato e Viareggio.
Suo scopo è promuovere la donazione del sangue del cordone ombelicale come gesto collettivo di cui sono protagonisti la futura mamma, il personale ostetrico che effettua prelievo e raccolta, le istituzioni che sostengono la ricerca.
Per donare il sangue del cordone ombelicale è indispensabile l'esistenza di una struttura capace di eseguire l’operazione secondo gli standard di qualità imposti dalla normativa europea (certificazione ISO 9002). In sala parto devono quindi essere presenti ostetriche e infermieri formati e dedicati alla raccolta, nonché è fondamentale che sia attivo il collegamento ad una banca che provvede all’analisi del campione e alla sua conservazione. Pisa ospita una delle due banche autorizzate dalla Regione Toscana (l'altra è a Firenze); ne è responsabile il dr. Fabrizio Scatena, direttore della u.o. Medicina trasfusionale e biologia dei trapianti.

Il sangue di cordone ombelicale offre opportunità di cura per i pazienti affetti da patologie ematologiche, sia neoplastiche (leucemie e linfomi), sia non neoplastiche (gravi forme di anemia, talassemia). Ad esempio, può salvare i malati di leucemia che non disponessero di donatore di midollo osseo compatibile e, soprattutto, non potessero permettersi di attendere i tempi della ricerca.
Il primo trapianto è stato eseguito nel 1989 e da allora il numero dei pazienti trapiantati è  in costante crescita, a conferma della grande potenzialità delle cellule staminali del sangue placentare. In Italia la gestione dell'intero processo, dalla raccolta all'utilizzo delle cellule staminali, è affidata alle strutture pubbliche, sotto il coordinamento del Centro Nazionale Sangue. Il registro delle unità conservate è tenuto parallelamente a quello dei donatori di midollo osseo dal Centro trasfusionale dell’ospedale Galliera di Genova.

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