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Cronaca

Navigabilità dell'Arno: ultimato lo scandaglio del fondale da Cisanello alla foce

L'operazione rientra nei lavori propedeutici al progetto che punta a creare una nuova via d'acqua percorribile

Prende corpo il progetto che punta a rendere l'Arno una via fluviale navigabile, a supporto del commercio e del turismo del territorio pisano e in stretta correlazione con tutte le altre porzioni della regione attraversato dal corso d'acqua. E' stato ultimato il lavoro di scandaglio dell'alveo, assegnato da Palazzo Gambacorti alla ditta Terra&Mare Srl nell'ambito dei lavori propedeutici alla formulazione del progetto esecutivo vero e proprio. Un calendario con tempistiche precise che elenca l'assessore alla Navigabilità Raffaele Latrofa: "La ditta ha ultimato la prima parte delle operazioni in tempi rapidissimi. Entro tre settimane ci fornirà il lavoro completo, che consiste in una mappa tridimensionale che, con colori differenti, fotografa l'attuale conformazione dell'alveo del fiume comprendendo anche le sponde con i lungarni. Una nuvola di punti che sarà molto utile al momento della stesura dei dettagli del progetto esecutivo: ad esempio individua al centimetro le zone nelle quali insiste un maggiore insabbiamento e per le quali ci sarà bisogno di scavare più in profondità".

Questa operazione rientra nel finanziamento di 380mila euro arrivato dal Consiglio dei Ministri: "Entro giugno del prossimo anno consegneremo al Consiglio dei Ministri il progetto esecutivo - aggiunge Latrofa - una volta approvato, tutti i lavori dovranno terminare entro un anno, quindi nel 2023. A quel punto la navigabilità dell'Arno, da Firenze alla foce, sarà finalmente realtà". Le operazioni di scandaglio dell'alveo dell'Arno effettuate da Terra&Aria Srl si sono avvalse di un sonar multifascio che 'spazzola' il fondale con 480 punti di rilevamento. In questo modo, transitando più volte per coprire in larghezza l'intero corso del fiume da Cisanello, al confine con il Comune di Cascina, fino alla foce di Boccadarno, sono stati acquisiti i punti che verranno trasformati in coordinate globali georeferenziate e che costituiranno la mappa. A differenti colori corrisponderanno profondità differenti.

"Il risultato finale ci darà la conferma sull'insabbiatura nei pressi della foce - conclude Raffaele Latrofa - mentre nel tratto che va da Cisanello fino grossomodo al ponte del Cep non ci aspettiamo grossi accumuli di sabbia. Quella porzione di fiume non dovrebbe necessitare di interventi massicci. Una volta ricevuta la mappa potremo stilare nel dettaglio i lavori di scavatura del fondale: la sabbia in eccesso verrà anche analizzata attraverso una valutazione di impatto ambientale".

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