No alla guerra: nessuna infrastruttura per il trasporto delle armi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Noi siamo a fianco del popolo iracheno, vera vittima ancora una volta del conflitto che si vuole scatenare, ed in particolare di quei giovani e quelle giovani che negli ultimi mesi stanno riempiendo le piazze dell'Iraq e stanno lottando per un futuro libero e indipendente del proprio paese.

Vogliamo partire da qui per condannare l'azione terroristica condotta da Trump con l’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani e di altre sette persone. Da qui una escalation di dichiarazioni da parte dell'Iran e degli Usa che rischia di portarci nel baratro di una guerra in cui l'Iraq e la sua popolazione sono le vittime predestinate e il Medioriente sarà ulteriormente destabilizzato.
Basti pensare che con un semplice tweet Trump ha comunicato che gli Stati Uniti sono pronti a colpire 52 siti "importanti per l'Iran e la cultura iraniana", puntando esplicitamente ad obiettivi civili.

Chiediamo al governo italiano e a quelli dell’Unione Europea di condannare quanto accaduto e di dissociarsi apertamente da questa scelta di guerra. L’intera comunità internazionale deve operare per fermare l’escalation e chiedere alle forze armate straniere di lasciare l’Iraq.

Il governo ritiri subito le proprie truppe. L'Italia deve dire di no a questa ennesima follia e non essere in alcun modo complice diretto o indiretto della guerra che Trump vuole scatenare . Per questo chiediamo che il Governo italiano dichiari subito l’indisponibilità delle basi militari che si trovano sul territorio italiano per le operazioni che gli USA stanno conducendo in Medio Oriente,  fuori da qualsiasi coinvolgimento in qualsiasi azione di guerra, nel rispetto dell'articolo 11 della nostra Costituzione.

Il comune di Pisa e gli altri enti locali non diano la disponibilità delle proprie infrastrutture per il trasporto sul proprio territorio di armi e di mezzi di distruzione di massa. Rilanciamo una grande campagna per la chiusura di Camp Darby e la sua riconversione ad uso civili per una economia di pace.

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