Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

'No Daspo di piazza': parte la campagna della Curva Nord contro le diffide

A seguito degli scontri fra polizia e manifestanti contro la Lega Nord del 14 novembre 6 persone rischiano il Daspo. Contrari al provvedimento i tifosi

Lo striscione mostrato il 10 gennaio dalla Curva: "Diffidati per una manifestazione che nulla aveva a che fare con lo stadio o col pallone. Vergogna"

"La libertà non si diffida!". E' questo il messaggio unito alla campagna 'No Daspo di piazza' che verrà lanciata dalla Curva Nord del Pisa il 29 gennaio al Circolo Arci Pisanello, in via Marsala 2 (ore 21). Un incontro ed un moto di opinione voluto dai tifosi per sostenere le 6 persone che rischiano il provvedimento negante l'accesso alle manifestazioni sportive (e quindi anche allo stadio) a causa della loro partecipazione al corteo contro la Lega Nord del 14 novembre scorso, dove si registrarono violenti scontri con la Polizia.

Sarà presente l'avvocato Tiziano Checcoli, al fine di discutere nel dettaglio le misure in questione e illustrare poi le iniziative di solidarietà fino a ora in programma, con la raccolte idee e contributi. L'obiettivo è il ritiro delle sanzioni.

"Queste persone - spiega la Curva Nord in un comunicato - sono 'colpevoli' di aver partecipato a una manifestazione il 14 novembre, ma fino a ora non è pervenuta alcuna denuncia. Siamo di fronte a un uso innovativo della diffida, utilizzata in questo caso in riferimento a eventi totalmente slegati dal mondo del tifo o dello sport; in particolare è la prima volta in Italia che vengono avviati questi procedimenti in seguito a un corteo".

La condanna della pratica è stata immediata: "Da una parte è stata evidenziata l'insensatezza: si impone un divieto legato allo sport in seguito a fatti di tutt'altro tipo. Ma soprattutto è sotto gli occhi di tutti come questo possa costituire un pericoloso precedente nelle limitazioni delle libertà personali: se oggi si limita la libertà di frequentare eventi sportivi a seguito di un corteo, domani potrebbe essere per uno sciopero, un'occupazione studentesca, un picchetto contro gli sfratti, o per qualsiasi atto considerato come turbativo dell'ordine pubblico da parte della Questura!".

Reagire con iniziative concrete è stata quindi la scelta del tifo organizzato: "Abbiamo deciso di collaborare con le sei persone che rischiano il Daspo e dare vita a un percorso di opposizione a questi provvedimenti illegittimi e incostituzionali, utilizzano sia gli strumenti dei ricorsi legali, sia l'informazione e la comunicazione per mobilitare l'opinione pubblica sull'accaduto".

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