Cronaca

"Forza Giovanna!": Sant'Ermete si schiera al fianco dell'attivista ferita in Val di Susa

La rete degli attivisti della città si è riunita per sostenere la 36enne colpita da un lacrimogeno sabato 17 aprile al termine di una manifestazione contro la Tav

Sant'Ermete non ha dubbi: il sostegno a Giovanna è completo, totale e incondizionato. L'attivista pisana 36enne, che sabato 17 aprile è stata trasportata all'ospedale Molinette di Torino a causa di una frattura al cranio provocata dall'impatto di un lacrimogeno scagliato dalle Forze dell'ordine, può contare sull'appoggio di un'intera comunità di quartiere che ne conosce da vicino il valore. Nella mattinata di lunedì 19 aprile l'intera rete degli attivisti pisani si è riunita nel territorio che da tanto tempo è teatro di numerose battaglie sociali portate avanti da Giovanna, per ribadire un semplice pensiero: "La persona adesso ricoverata in ospedale è una combattente, una donna che lotta contro le ingiustizie sociali di ogni tipo, e non è una criminale".

Non una di meno, il comitato di quartiere di Sant'Ermete e tanti altri riuniti in un sostegno totale: "Per molti siamo semplicemente degli antagonisti perché ci permettiamo di andare contro al sistema. Ma se essere antagonisti significa combattere contro il disagio sociale, lo sfruttamento, la discriminazione, la negazione dei diritti basilari, siamo orgogliosi di avere questa etichetta". Poi i presenti passano a ricostruire l'accaduto: "Giovanna, insieme a un nutrito gruppo di compagne e compagne, si è recata in Val di Susa per partecipare alla lotta dei valligiani e degli altri manifestanti contro un'infrastruttura che rappresenta soltanto uno sperpero inutile di fondi".

"Dopo aver concluso una passeggiata pacifica - continua la ricostruzione - i manifestanti avevano l'intenzione di salutare le persone che stanno presidiando l'autoporto di San Didero. Questo gesto ha scatenato la repressione violenta delle Forze dell'ordine. La Polizia ha caricato la folla, sparando anche i lacrimogeni ad altezza uomo. Ci sono immagini e video che lo testimoniano: purtroppo uno di questi ha raggiunto al volto Giovanna, provocandole una brutta frattura. Non è la prima volta che le Forze dell'ordine tengono questo linea d'azione: i candelotti di lacrimogeno, oltre a contenere sostanze nocive proibite dalla convenzione di Ginevra, quando vengono sparati hanno una gittata e una potenza tali da poter persino uccidere. Per questo riteniamo che sabato scorso abbiamo assistito a un tentato omicidio".

Anche i residenti del quartiere, compatti, fanno sentire la loro vicinanza all'attivista: "Giovanna è una delle colonne di Sant'Ermete. Ogni giorno combatte in strada per ridare dignità alla zona e a chi la abita. Per questo vogliamo dirle che la aspettiamo e la supportiamo". E l'associazione Non una di meno Pisa ribadisce: "Giovanna è incensurata. Non è una criminale. E' una femminista convinta che lotta per smantellare il sistema patriarcale che governa da sempre il nostro Paese. Ed è in prima fila per alleviare il disagio sociale, contro lo sfruttamento dei lavoratori, per migliorare e garantire il diritto alla salute. Sono soltanto alcuni dei temi per i quali come associazione e come attivisti della rete pisana lottiamo ogni giorno".

"Oggi siamo qui non per scusarci a nome di Giovanna - proseguono le rappresentanti di Non una di meno - bensì per ribadire che le battaglie portate avanti da Giovanna sono le stesse condotte da tutte noi e da tutti gli attivisti. A chi chiede perché fosse in Val di Susa a manifestare, rispondiamo che la Val di Susa è la nostra casa: tutto il mondo è la nostra casa". Per dare ulteriore risonanza al caso di Giovanna, gli attivisti pisani venerdì 23 aprile, alle ore 18, scenderanno in piazza.

Anche alcune sigle sindacali e una fetta politica della città sottolineano la loro vicinanza alla donna. Cobas Pisa scrive: "La violenza della repressione in Val di Susa è da sempre lo strumento per imporre a un’intera comunità gli interessi delle grandi imprese produttive e commerciali. Sosteniamo la lotta della Val di Susa e auguriamo che Giovanna possa riprendersi in tempi brevi e possa tornare al fianco di compagni e compagne impegnati in quella battaglia decisiva". L'Unione sindacale di base di Pisa sottolinea: "Condanniamo l’ennesimo atto di violenza della Polizia ed esprimiamo la nostra piena solidarietà a Giovanna e a tutti i No Tav che da anni lottano contro un inutile scempio che distrugge terre, ambiente, persone e denaro pubblico per il profitto privato". E il gruppo consiliare Diritti in Comune afferma: "Vogliamo innanzitutto esprimere solidarietà a Giovanna, compagna che da sempre ha attraversato le lotte No Tav a Pisa e in Val Susa. Giovanna ha subito sulla sua pelle l'ingiustizia violenta della repressione di Stato. Siamo sgomenti che in questo paese partecipare ad una manifestazione significa rischiare di non tornare vivi a casa".

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