Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

No Tav in Consiglio Comunale, donne della maggioranza: "Violenza inaccettabile"

Mentre venerdì l'attivista pisana Marta Camposana si è avvalsa della facoltà di non rispondere in Tribunale a Torino, assessori e consiglieri comunali del centrosinistra si esprimono sull'occupazione del Consiglio Comunale

Si è avvalsa della facoltà di non rispondere per quanto riguarda gli scontri di sabato notte al cantiere di Chiomonte, per cui è indagata per resistenza, Marta Camposana, l'attivista No Tav pisana fermata nel corso degli scontri sul cantiere dell'Alta velocità. La ragazza ha invece consegnato una querela contro ignoti per violenza sessuale riguardo appunto l'episodio di presunti palpeggiamenti da parte di un appartenente alle forze dell'ordine che aveva denunciato nel corso di una conferenza stampa. Il documento è stato acquisito dai pm Andrea Padalino e Antonio Rinaudo. Durante l'interrogatorio i No Tav hanno organizzato un presidio di fronte al Palazzo di Giustizia di Torino: non sono mancati momenti di tensione e tafferugli.

BLITZ IN CONSIGLIO COMUNALE. Intanto a Pisa gli assessori e consiglieri comunali del centrosinistra, tutte donne, stigmatizzano l'occupazione dell'aula del Consiglio avvenuta giovedì da parte di un gruppo di attivisti No Tav per protestare contro la mancata discussione di una mozione di solidarietà all'attivista pisana Marta Camposana. In una nota si afferma: ''La violenza è sempre inaccettabile''. Tra i firmatari della nota, oltre alla capogruppo di Sel Simonetta Ghezzani (che giovedì aveva votato in modo diverso rispetto agli alleati del Pd), ci sono anche altre consigliere comunali della maggioranza e tre assessori: Sandra Capuzzi, Ylenia Zambito e Marilù Chiofalo, tutte appartenenti al Pd. ''Ieri (giovedi, ndr) - affermano - si è verificata una inaccettabile violenza nei confronti di tutto il Consiglio e in particolare delle consigliere e delle assessore. E' vero che, stigmatizzando tutti i comportamenti violenti, è opportuno mostrare solidarietà a una donna ferita ed è necessario chiedere fermamente che vengano chiarite le responsabilità e individuati e perseguiti a norma di legge i responsabili delle violenze fisiche e psicologiche, ma è altrettanto vero che dobbiamo definire come violenza grave, verbale e non solo, il comportamento del gruppo di cittadini che hanno di fatto occupato la sala del Consiglio Comunale e stigmatizzare come comportamento violento quello di chi partecipa a manifestazioni di protesta armato e con maschere antigas''. Infine, conclude la nota, si deve ''ribadire la necessità di rispettare tutte le scelte democratiche, che si possono democraticamente contestare, ma non cercare di contrastare con la forza''.

 

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