Nuove case in via Pellizzi, Zambito: "Per ogni nuova proposta del privato consulteremo i cittadini"

Nella riunione del Ctp 5 di martedì sera l'assessore all'Urbanistica ha fatto chiarezza sulla vicenda e sulle prospettive di un possibile futuro intervento immobiliare

Questione chiusa, per ora. La riunione del Ctp 5 di martedì sera, 12 luglio, ha finalmente fatto luce sul caso delle abitazioni in vendita in via Pellizzi. Il cartellone pubblicitario privato, che riportava l'intestazione 'Comune di Pisa' e poteva sembrare legato ad un progetto pubblico, è stato rimosso. La richiesta della palazzina a 5 piani era già stata bocciata nella apposita conferenza di servizi del 4 maggio scorso, quindi l'impresa di costruzioni non ha ottenuto il permesso ad eseguire l'intervento.

Oltre a fare chiarezza sulle pieghe normative e burocratiche della vicenda, che certamente hanno rilevanza, i cittadini chiedevano una presa di posizione dell'amministrazione sulla politica urbanistica per il quartiere, denunciando come lo stesso sia ormai saturo di presenza abitativa, ai limiti della vivibilità. Non sarebbe quindi sostenibile un intervento che contenga un aumento di volumetrie. E soprattutto volevano sapere se, una volta respinto questo primo progetto, una previsione simile alla precedente potesse essere ripresentata e come potrà essere valutata dal Comune, posta anche la potenziale paradigmaticità della vicenda per la città. Della serie: se si concede ad uno, allora lo vorranno fare tutti.

IL PROGETTO BOCCIATO: PERCHE'

L'assessore all'Urbanistica Ylenia Zambito, introdotta dal presidente del Ctp 5 Alfredo Solarino, ha ricostruito il caso fin dall'inizio: "Tutto è nato dal cartello esposto con il logo del Comune. Era un'iniziativa privata, ho incontrato i proprietari ed alla fine sono stati obbligati a rimuoverlo. Alla prima interpellanza non avevo notizie di piani attuativi sull'area, il dirigente stesso non era a conoscenza delle pratiche discusse da alcuni funzionari e non erano state presentate ufficialmente, e così risposi in Consiglio Comunale. Solo dopo alcuni giorni è stata presentata la proposta. Ho risposto in Commissione ad un'altra interpellanza che c'era stata la presentazione del progetto di sostituzione edilizia, con poi la discussione in conferenza dei servizi".

La procedura è stata quindi come di consueto interna agli uffici. Il privato ha proposto un aumento di volumetrie appellandosi ad una norma introdotta nel 2009: "Uno strumento simile per demolire e ricostruire con premi volumetrici c'era dal 2001, non è una novità - spiega la Zambito - in questi casi si può fare se con l'intervento si accompagna una riqualificazione edilizia più ampia per il quartiere. Quindi spazi verdi, parcheggi, e simili. Questo aspetto non è stato considerato dalla proposta, e quindi è stata bocciata".

La Direzione Edilizia Privata ha rigettato l'idea del privato anche per l'eccessiva superficie lorda realizzabile ed il distacco troppo marcato dalle tipologie costruttive adiacenti. Tuttavia tali misure potrebbero rientrare nei parametri al momento dell'approvazione finale della variante di monitoraggio, da qua la preoccupazione dei cittadini: "La palazzina di 5 piani esce dalla porta, ma rientra dalla finestra?" hanno chiesto all'assessore. "La variante ha recepito solo la nuova legge regionale urbanistica 65/2014 - ha detto la Zambito - anche se il calcolo della superficie permetterebbe il progetto, manca comunque la riqualificazione complessiva".

NUOVO PROGETTO POSSIBILE...

La volontà a costruire del privato è evidente. "Proveranno - informa la Zambito - probabilmente a presentare un nuovo progetto come piano di recupero. Cioè proporranno un insieme di previsioni che avrà potenziale valore di variante, che quindi dovrà essere in caso approvato dal Consiglio Comunale. Al momento non è stato presentato niente. Se prima era questione degli uffici, in questo caso si esprimerà la politica, e prendo l'impegno di tornare qua ad illustrare e discutere dell'eventuale progetto, prima di ogni passaggio in Consiglio".

Il nodo è nell'aumento delle volumetrie. E' ciò che i cittadini vogliono evitare. "Non posso escludere che il piano non venga approvato - prosegue la Zambito - spetta al Consiglio decidere. Ma posso dire che degli 11 piani di recupero che già abbiamo previsto nella variante di monitoraggio non abbiamo previsto incrementi volumetrici, tranne in 2 particolari casi. La direzione politica dell'amministrazione è quindi questa. Comunque appena e se ci sarà la proposta, tornerò ad incontrarvi".

Il timore dei residenti come detto è che la palazzina a 5 piani, magari ridotta, nella sostanza sia riproposta. Per questo hanno promesso di vigilare sugli sviluppi della vicenda, solo per il momento chiusa.

... MA LA NORMATIVA LO PERMETTE?

All'incontro, molto partecipato con la presenza anche di molti consiglieri comunali, fra i vari interventi ci sono stati quelli di Stefano Scorrano, consigliere del Ctp 5 di Sel, e di Riccardo Ciuti, responsabile del settore urbanistico del Comune all'epoca della redazione del Piano Strutturale e del Regolamento Urbanistico, cioè degli strumenti che fissano le direttive di sviluppo urbano e le norme applicative delle stesse.

Scorrano ha citato proprio il Piano Strutturale. Secondo lui il documento programmatico, che da un lato fotografa la situazione urbanistica e dall'altro fissa gli obiettivi per gli anni successivi, "prevede per l'area in questione un'attenuazione del carico urbanistico e lo definisce come non suscettibile di aumento di carico. Quindi cosa vuole fare l'amministrazione? O cambia anche il Piano Strutturale o semplicemente prende atto che non ha senso nessun nuovo intervento aggiuntivo".

Ciuti esclude ogni possibile incremento volumetrico: "E' la zona della città più satura per definizione. E' vero che nel 2001 la norma che premiava con volumetrie c'era, ma faceva esclusione degli obiettivi legati agli specifici ambiti territoriali. L'area di via Pellizzi è classificata come satura ed erano esclusi interventi come questi. Poi nel 2009 c'è stato il riordino e la norma è stata accorpata, finendo per essere potenzialmente applicabile a tutto. E' poi anche vero che con la nuova legge regionale 2014 anche il Piano Strutturale andrebbe adeguato, ma comunque nella direzione di limitazione al consumo di suolo".

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