Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Attesa per il nuovo dpcm Covid: paura chiusure per il settore benessere

Cna Pisa esprime "preoccupazione e allarme per le attività di acconciatura, estetica, tatuaggio e piercing in zona rossa. Chiediamo che restino aperti"

"Destano grande preoccupazione e allarme le anticipazioni contenute nella bozza del nuovo dpcm, che entrerà in vigore il 6 marzo, circa la sospensione delle attività di acconciatura, estetica tatuaggio e piercing in zona rossa". Il portavoce degli acconciatori della Cna Pisa Carlo Musto e la portavoce delle Eetetiste Pisa Antonella Orsini, intervengono sulle indiscrezioni che sono trapelate in questi giorni dal Governo.

"Le misure di contenimento del virus nelle 'zone rosse', introdotte a novembre dello scorso anno e confermate nei successivi decreti - dicono insieme - hanno opportunamente consentito la prosecuzione dell’attività ai parrucchieri, e successivamente anche alle estetiste e ai tatuatori e piercer, riconoscendo di fatto l’efficacia dei protocolli di sicurezza a cui le imprese del settore si sono adeguate in maniera stringente e rigorosa. Non è un caso che i saloni, in questi mesi, non abbiano in alcun modo rappresentato fonte di contagio. Appare, pertanto, incomprensibile e priva di motivazioni oggettive questa repentina e inaspettata esclusione dal novero dalle attività di servizio ammesse in zona rossa che leggiamo nella bozza di dpcm".

La Cna chiede quindi che queste categorie, "già penalizzate in maniera pesante dalle restrizioni sociali e dal forte calo dei consumi, non siano punite di nuovo e senza motivazioni oggettive". Ma c’è anche un altro aspetto che i portavoce mettono in evidenza: "Già in questi primi giorni in cui Pistoia e Siena, oltre a Cecina sono tornata in zona rossa, ci giungono segnalazioni che alcuni uffici pubblici stanno diffondendo informazioni errate rispetto alle sanzioni per gli spostamenti fra comuni, sostenendo che il parrucchiere o l’estetista sono sottoposti a sanzione se prestano la loro opera a clienti provenienti da altri comuni. In realtà il divieto di spostamento grava sulle persone, come abbiamo sempre sostenuto informandone la categoria, non i saloni o il personale che ci lavora. Siamo fiduciosi che tutti i soggetti addetti ai controlli si atterranno a questa previsione normativa".

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