Gagno, gli abitanti non lasciano la 'Casa del Pueblo': "Non abbiamo paura delle denunce"

Dopo l'incontro con l'amministrazione comunale, rappresentata dall'assessore Danti, il Comitato Riprendiamoci Gagno ha ribadito l'intenzione di proseguire con l'occupazione del casottino, chiedendo che sia messo a disposizione della comunità

La richiesta di lasciare il casottino è stata rispedita al mittente. La 'Casa del Pueblo' resta occupata. E' questa la decisione che il Comitato Riprendiamoci Gagno ha espresso durante l'incontro con l'assessore Dario Danti, la presidentessa del Ctp 6 Federica Ciardelli e altri tre membri del Ctp, che si sono seduti intorno ad un tavolo con alcuni rappresentanti del quartiere, da giorni stabilmente insediati nella struttura in legno all'interno del parco di Gagno, rivendicandone l'utilizzo. L'intenzione del Comune è invece quella di affidare temporaneamente l'uso del fabbricato al Ctp 6, prima della gestione definitiva che avverrà stabilita tramite bando pubblico.

"L'assessore Danti - affermano in una nota dal Comitato di Gagno - ha esposto la linea del Comune di Pisa riguardo all'uso degli spazi da loro costruiti: questo spazio (il casottino) doveva originariamente essere assegnato alle associazioni tramite bando con il costo di 1900 euro al mese con servizio bar, 1300 euro senza somministrazione bevande, cibo ecc. Adesso il bando sarebbe ridimensionato: la Circoscrizione avrebbe il possesso delle chiavi della struttura e le associazioni potrebbero usufruire dello spazio del casottino al costo di 1,10 l'ora, con l'aggiunta di tre polizze assicurative a carico delle associazioni, quantificate dalle istituzioni con il costo dai 2000 ai 3000 euro l'una che dovrebbero coprire furti, incendi, atti vandalici, ecc. La copertura, secondo Danti, deve raggiungere un milione di euro". Ma gli abitanti non ci stanno. "Questi vincoli economici escluderebbero per le associazioni, come quella che potremmo decidere di costituire noi del Comitato di Gagno, che non hanno le possibilità finanziarie dato che il nostro comitato è composto da decine e decine di persone in difficoltà economiche e in stato di disoccupazione e precarietà - affermano - se le istituzioni vogliono una regolarizzazione della situazione attuale che paghino loro i lauti costi assicurativi! Noi siamo disposti a pagare solamente le utenze di luce e acqua".

Nello spazio occupato dall'assemblea del Comitato di quartiere il 18 febbraio scorso, sono attivi i corsi di dopo scuola gratuiti, tempi e spazi di socialità per bambini, giovani e anziani, inoltre è stato attivato uno sportello di ascolto e di organizzazione per le famiglie che attraversano difficoltà economiche.

"L'assessore Danti ha espressamente dichiarato - aggiungono dal Comitato - che l'immobile deve essere rilasciato e che dal giorno stesso dal rilascio, il Comitato potrà usufruire degli spazi come tutte le altre associazioni che lo richiederanno e alle modalità e vincoli riguardante costi e assicurazioni espressi prima. Noi però non accettiamo di scendere a compromessi con queste istituzioni che non hanno alcun interesse a fare il bene dei quartieri popolari dato che sono le stesse che vengono a sfrattare le famiglie morose, sono le stesse che lasciano le case popolari vuote, sono le stesse che non fanno niente per migliorare le nostre condizioni".

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"Noi non consideriamo assolutamente l'invito di Danti a lasciare l'immobile - concludono - non ci spaventano le possibili denunce per occupazione. Quelle ce le prendiamo volentieri perchè stiamo facendo il bene per il nostro quartiere".

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