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Omicidio-suicidio Bandettini: in cinque lettere i motivi del gesto

Bernardo ha lasciato cinque missive in cui appare tutta la sua inquietudine per la separazione tra i suoi genitori: una rabbia covata a lungo prima di esplodere nel dramma

L'ingresso del garage in Corte San Domenico dove si è consumata la tragedia

Cinque lettere, alcune delle quali scritte nelle scorse settimane, per ricostruire i tormenti di una vita. Le ha lasciate Bernardo Bandettini, il dentista di 44 anni che l'altra sera ha ucciso suo padre Maurizio con due colpi di pistola, prima di spararsi alla tempia.
Nelle missive, stando a quanto si è appreso, l'uomo descrive i suoi affetti e se ne ricava che le figure di riferimento sono soprattutto la madre e i nonni materni, descrivendo parallelamente l'assenza della figura paterna nell'infanzia e nell'adolescenza. Fonti investigative rivelano che l'omicidio-suicidio è solo l'atto estremo di un rancore covato per decenni da Bernardo e messo in pratica lunedì notte dopo averlo meditato a lungo.

"In quelle lettere - concludono gli investigatori - c'é scritto tutto: i tormenti del figlio e il suo livore verso il padre, soprattutto la rabbia per quella sua assenza quando Bernardo era ancora un bambino".
Oggi il medico legale Alessandro Bassi Luciani, al quale stamani è stato conferito l'incarico dalla Procura, ha eseguito l'autopsia che dovrà soprattutto chiarire l'ora del decesso. Tutto il resto è ormai chiaro agli inquirenti. (fonte Ansa)

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