Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

Prostituzione: sgominato clan, controllava tutta la costa tirrenica

Il triste racconto di una giovane prostituta rumena ha aiutato la Polizia nelle indagini e portato all'arresto di numerose persone che sfruttavano e maltrattavano le ragazze dell'Est

Una vera e propria organizzazione criminale in grado di controllare il mercato della prostituzione su tutta la costa tirrenica da Livorno a Viareggio, in grado di assegnare i posti alle ragazze, di riscuotere somme di denaro per permettere ad altre prostitute di "lavorare" in alcune zone, di far sì che le prostitute più anziane sorvegliassero quelle più giovani. Grazie alla collaborazione di una giovane rumena, accompagnata in Italia, insieme ad altre donne, da un connazionale che aveva promesso un lavoro ed una vita dignitosa, la Squadra Mobile di Pisa, aiutata dalla Polfer di Livorno e con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, è riuscita a far arrestare un latitante rumeno nell'ambito dell'operazione antiprostituzione denominata "Taide".

Le indagini, che hanno già portato all'arresto di numerose persone, sono iniziate il primo gennaio di quest'anno, quando una donna rumena, sfruttata dall'organizzazione, si presentò al Pronto Soccorso dell'ospedale di Pisa con vistosi segni di sevizie e maltrattamenti su tutto il corpo: in particolare la ragazza presentava contusioni multiple, ustioni da sigarette e ferite da taglio. La donna aveva ammesso ai medici di turno di essere stata picchiata e che i maltrattamenti erano ripetuti nel tempo, come in effetti i segni presenti sul suo corpo dimostravano. Da qui sono partite così le indagini della Questura: la giovane era una prostituta che "lavorava" sull'Aurelia. Appostamenti, pedinamenti e indagini incessanti hanno consentito agli uomini della Squadra Mobile di ricostruire l’organigramma di un sodalizio criminale dedito al traffico di giovanissime donne minorenni, che, reclutate in Romania, venivano portate in Italia per essere avviate alla prostituzione in strada.

Subito dopo aver lasciato l'ospedale la donna era sparita nel nulla: era stata infatti sequestrata da due uomini dello stesso clan malavitoso che la tenevano rinchiusa in un appartamento in provincia di Livorno per evitare che sporgesse denuncia contro i suoi aguzzini. La giovane era però ormai considerata un pericolo dagli sfruttatori che hanno deciso di farla rimpatriare, consegnandola a complici della stessa organizzazione criminale in Romania. Ma un malinteso poteva costare caro alla prostituta: i suoi aguzzini in Italia infatti, credendo erroneamente di essere stati denunciati alle forze dell'ordine, avevano avvisato i complici in Romania di dare una lezione alla ragazza. Solo l'intervento della Polizia rumena ha evitato il peggio: la ragazza è stata prelevata dalla sua abitazione e trasportata in una località protetta.

Qui ha potuto finalmente raccontare la sua triste storia: il suo viaggio in Italia piena di belle speranze e la sua fine sul marciapiede, con violenze e sevizie che erano all'ordine del giorno. Addirittura ha raccontato di aver conosciuto una minorenne che era stata trasportata dalla Romania in Italia rinchiusa nella bauliera di un'automobile. Anch'essa poi era finita in strada.

Insomma un vero e proprio racket della prostituzione che stabiliva anche le cifre per le prestazioni delle ragazze, che alloggiavano alla pensione "Dante" di Livorno dove, in accordo con il proprietario, potevano anche portare i clienti che non intendevano consumare la prestazione in strada.


Dopo le indagini il Tribunale di Firenze ha emesso un mandato di cattura europeo nei confronti di un rumeno per il reato di concorso in schiavitù. Tratto in arresto in base agli accordi internazionali dalla Polizia rumena, è stata poi concessa dalla Romania l’estradizione e l’uomo è stato trasferito a Milano dove al suo arrivo è stato preso in consegna dalla Polizia Italiana e trasferito al carcere Opera di Milano a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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