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Cronaca

L'operazione e dopo un mese la morte, l'appello del figlio di una 55enne: "Non deve più succedere"

"Chi sa qualcosa, parli" la richiesta sui social. La famiglia avrebbe sporto denuncia

Il primo intervento il 20 gennaio, poi il decesso il 23 febbraio, dopo altre operazioni per salvarla. Purtroppo senza successo. Il caso è stato denunciato nei giorni scorsi sui social dal figlio. A perdere la vita è stata una donna di 55 anni, maestra del pisano. L'appello è stato condiviso su centinaia di bacheche Facebook, con i giornali locali che danno spazio all'episodio parlando di una denuncia promossa dalla famiglia presso la Procura della Repubblica. 

Il figlio parla di "un mese di agonia in terapia intensiva. Supplico chiunque abbia sentito o visto qualcosa, ed in particolare il personale sanitario dei reparti in cui ha passato l'ultimo mese della sua vita, di parlare e denunciare affinché mamma abbia giustizia e cose simili non accadano mai più a nessun altro".

"l 20 gennaio - è la ricostruzione del giovane - nel reparto di Ostetricia e Ginecologia 2 del Santa Chiara mia madre è stata sottoposta ad una isterectomia, un'operazione chirurgica non banale ma definita di routine da molti medici. Dopo giorni in cui lamentava dolori lancinanti all'addome, difficoltà respiratorie e nausea, il 26 gennaio, sei giorni dopo la prima operazione è stata riportata, d'urgenza nella notte, in sala operatoria".

La situazione è quindi precipitata: "I medici - insiste il figlio - hanno detto a me e mio padre che a causa di una perforazione dell'intestino la mia mamma era andata in shock settico, e che 'dovevamo prepararci al peggio'. Da allora e fino al giorno della sua scomparsa è stata in terapia intensiva lottando per non lasciarci soli ed è stata riportata in sala operatoria per ben altre tre volte. Mamma aveva 55 anni, non aveva alcuna patologia e l'ultima volta che era stata in ospedale è stato 25 anni fa, quando mi ha dato la vita. Adorava il suo lavoro di insegnante della scuola dell'infanzia, non l'ho mai vista andare a lavoro senza il sorriso sulle labbra e ha amato e coccolato centinaia di bambini, 'i suoi chicchi' come li chiamava lei".

"Divulgate il più possibile questa mia implorazione - è la dolorosa chiusura - affinché possa raggiungere chi può aiutarmi. Grazie dal profondo del cuore di un figlio che non potrà piú riabbracciare sua madre".

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