Covid e nuova ordinanza antimovida: "Più ordine e meno spacciatori"

I residenti del gruppo Vendesi Vettovaglie promuovono il provvedimento adottato dal sindaco Conti. Critiche dal PD: "Così si creano commercianti di serie A e di serie B"

Foto d'archivio

Continua a far discutere la nuova ordinanza anti-movida emessa dal sindaco Michele Conti che prevede lo stop all'asporto alle ore 19 e la chiusura dei locali alle 24. Se nei giorni scorsi il provvedimento è stato attaccato dalle associazioni di categoria, l'ordinanza viene invece promossa dai residenti che sottolineano come nel weekend scorso "la notte è trascorsa in modo diverso. Il divieto di vendita di alcolici - scrive in una nota il Gruppo Vendesi Vettovaglie - è stato fondamentale per evitare i comportamenti più incivili; comportamenti spesso incentivati e causati dal consumo smodato di bevande alcoliche, anche da parte di giovanissimi. L’ampliamento dell’occupazione degli spazi pubblici per gli esercenti di Piazza Vettovaglie ha inoltre garantito una movida ordinata e ha responsabilizzato i commercianti per i comportamenti dei propri clienti". 

"Anche il 'mercato libero' delle sostanze stupefacenti - prosegue la nota - ha risentito delle misure; nella piazza e nelle zone limitrofe non è stato riscontrato il consueto assembramento di soggetti dediti al traffico di sostanze stupefacenti. E’ probabile, però, che siano migrati in altre zone della città". Permangono però delle criticità. "Dopo la mezzanotte - prosegue Gruppo Vendesi Vettovaglie - quando i locali sono chiusi; sono stati registrati assembramenti in Piazza Cavalieri e in alcune zone dei Lungarni, favoriti anche dall’abusivismo commerciale. Non sono mancati, peraltro, anche nelle zone limitrofe a Piazza Vettovaglie, i noti comportamenti incivili, sebbene in misura minore rispetto al 'normale'".

Insomma, secondo il Gruppo Vendesi Vettovaglie le misure adottate rappresentano "una base per programmare la gestione della movida quando al 'distanziamento sociale' si sostituirà la vita sociale di sempre. Si è definito un modello operativo che può essere applicato anche nel post-covid, magari rimodulando le misure". I residenti promuovono inoltre "l’atteggiamento di responsabilità di molti commercianti, che si sono adeguati alle misure e hanno contribuito concretamente al loro miglioramento. Siamo convinti di poter contare sullo stesso atteggiamento propositivo quando si tratterà di pensare alla gestione della movida cittadina, contemperando esigenze del commercio e diritti dei cittadini. Già ora esprimiamo la nostra disponibilità per un tavolo di lavoro per scrivere insieme le regole per la movida per il ritorno completo alla normalità, da proporre in modo condiviso all’Amministrazione Comunale". 

A bocciare l'ordinanza sono anche il consigliere regionale PD Antonio Mazzeo e il capogruppo PD in Consiglio Comunale, Matteo Trapani. "Con l'ultima ordinanza - affermano - il Comune di Pisa ha ufficialmente dichiarato che ci sono zone di serie A e zone di serie B, commercianti di serie A e commercianti di serie B. Se in centro storico, infatti, valgono tutta una serie di limitazioni, nelle altre parti della città e in particolar modo sul litorale questo non accade. E non una parola, ancora una volta, è stata spesa in risposta alla nostra proposta di mettere a disposizione delle attività commerciali il suolo pubblico ovunque sia possibile in modo da ampliare gli spazi, la loro fruibilità e la sicurezza delle persone. Noi ribadiamo un concetto semplice: no ai numeri chiusi, sì alle piazze aperte. Così facendo, invece, l'unica cosa certa è che bar, ristoranti e locali del centro storico rischiano davvero di ricevere, anziché l'aiuto che chiedevano, una pugnalata alle spalle con conseguenze economiche e sociali che potrebbero essere pesantissime".

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