Movida, assembramenti e alcol non sono mancati: "Locali importante presidio"

Confesercenti Toscana Nord attacca di nuovo l'ordinanza del sindaco Conti e chiede di coinvolgere le associazioni di categoria nei futuri provvedimenti sulla questione. Sulla stessa linea anche Confcommercio

Una bocciatura a 360° da parte di Confesercenti Toscana Nord sulla nuova ordinanza anti-movida emessa dal sindaco Michele Conti che prevede lo stop all'asporto alle ore 19 e la chiusura dei locali alle 24. “Le ordinanze per regolare la malamovida e i controlli antiassembramento nel centro storico negli ultimi due fine settimana sono stati un fallimento completo. Purtroppo eravamo stati buoni profeti - commenta il responsabile area pisana di Confesercenti Simone Romoli, dopo che nel fine settimana la movida è sfuggita ad ogni controllo come testimoniano le immagini notturne di piazza dei Cavalieri con assembramenti e alcol - questo accade quando si sceglie di non coinvolgere le associazioni di categoria e quindi gli operatori che sono sul campo. Errore che si sta per ripetere visto che per giovedì il prefetto ha annunciato la convocazione di una riunione del Comitato dell’ordine pubblico e della sicurezza, ancora una volta senza la presenza delle associazioni di categoria”. 

“E’ successo quello che avevamo temuto - dice ancora Romoli - e che era del tutto evidente. La colpa della malamovida non è dei gestori dei locali. Infatti il caos è scoppiato oltre l’orario di chiusura, con il centro storico invaso da venditori abusivi di bevande alcoliche e assembramenti soprattutto in piazza dei Cavalieri. Un fallimento dell’ordinanza che pensava di risolvere i problemi chiudendo anticipatamente i pubblici esercizi e vietando l’asporto dalle 19. Una visione davvero persecutoria che penalizza, come unici colpevoli, i locali. E’ necessario - incalza il responsabile area pisana di Confesercenti Toscana Nord - ribaltare la ratio del provvedimento e punire i venditori abusivi, punire che si porta da casa gli alcolici e beve in strada in totale disprezzo delle norme legate all’emergenza Coronavirus. Abbiamo inviato una lettera ufficiale al prefetto, e per conoscenza al sindaco, affinchè ci si decida a convocare anche le associazioni di categoria alla riunione già fissata per giovedì. Come parti in causa, siamo sicuramente in grado di offrire un contributo fattivo”.

Anche il presidente del sindacato pubblici esercizi Fiepet Confesercenti Pisa, Massimo Rutinelli, attacca l’ordinanza. “Lo avevamo scritto venerdì e puntualmente è successo. Chiudere i locali alla mezzanotte vuol dire lasciare centinaia di giovani senza punti di riferimento, in assenza di controlli, ed in balìa dei venditori abusivi. Vuol dire creare assembramenti. Ribadiamo come sia fondamentale mantenere i locali aperti fino alle 1 con una mezz’ora di comporto per togliere i tavoli, come presidio innanzitutto, e far partire i controlli del territorio dal momento della chiusura. Ha poco senso, poi, vietare la vendita per asporto e permettere che la gente giri per le strade con le bottiglie comprate dagli abusivi”. La conclusione di Massimo Rutinelli: “Dobbiamo immediatamente intervenire per ribaltare il senso dell’ordinanza coinvolgendo chi è sul campo. Respingiamo anche ipotesi fantasiose di spostare la movida ad esempio ai Vecchi Macelli, ipotesi che non tengono minimamente conto della realtà commerciale pisana e dell’importanza del presidio dei pubblici esercizi andando ad incidere su un zona ad altissima densità residenziale”.

Sulla stessa linea anche Confcommercio Pisa. "Purtroppo si è avverato quanto avevamo previsto, via libera agli abusivi e non ci voleva un genio, caos in città e frotte di giovani fuori controllo in piazza dei Cavalieri, in altre piazze e sulle spallette dell'Arno. Abbiamo chiesto al sindaco un incontro urgente - annuncia il direttore Federico Pieragnoli - perché alla prova dei fatti, ma bastava il buon senso e il dialogo con la categoria, questa ordinanza è un fallimento su tutto il fronte”. “Le regole, che vogliamo rispettare, sono fatte per far funzionare le cose e non per peggiorarle drasticamente, tanto più dopo lunghi mesi di lockdown, quando da parte dell'amministrazione ci aspetteremmo un aiuto verso le imprese - aggiunge il direttore - Pisa ha perso il 70% del proprio giro d'affari tra turismo e studenti e criminalizzare così i locali e accanirsi contro chi paga le tasse e fa di tutto per rispettare le regole è la cosa più sbagliata che un'amministrazione possa fare, proprio nell'ottica di garantire sicurezza e convivenza per tutti. In questo fine settimana abbiamo avuto soltanto un assaggio di quello che accadrà a Pisa quando molti locali saranno chiusi definitivamente. Lo spettacolo che abbiamo visto è allarmante: forze dell'ordine e polizia municipale in assetto da guerra contro i locali in regola e a qualche decina di metri assembramenti ovunque e alcool a fiumi rifornito grazie al mercato illegale degli abusivi, Se questa è la strada che si vuol continuare a perseguire noi ribadiamo il nostro no, ma ripeto il sindaco ci riceva immediatamente, rimediare è ancora possibile”.

“E' sempre il solito discorso di anni, si aggrediscono con il pugno di ferro le attività commerciali con i gestori ben identificabili e si tollerano liberamente gli abusivi di ogni sorta - ribadisce il presidente provinciale Fipe Confcommercio Alessandro Trolese - questa chiusura anticipata, in questo periodo soprattutto, è una tegola per molte attività, che prefigura purtroppo un nuovo funerale del commercio. Per debellare alla radice la malamovida bisogna mettere fine agli abusivi che spacciano alcool nei cestini delle bici o nelle borse frigo, che vanno a rifornirsi presso magazzini senza insegne e minimarket che ignorano i divieti. Altrimenti, non se ne verrà mai a capo”.

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