Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca Centro Storico / Via Roma, 56

Orto Botanico: riapre l'ingresso settecentesco, sarà polo museale

Completato il recupero dell'antica entrata dismessa ed ora riaperta di via Roma. Annunciati poi i nuovi interventi che renderanno l'area il principale polo museale dell'Ateneo

Foto Riccardo Del Lungo

L'Orto Botanico elemento identitario della città. Oggi, 6 aprile, è la prima tappa del processo che porterà l'area ad essere il principale polo museale dell'Università di Pisa, ed insieme luogo aperto alla cittadinanza e di interesse turistico.

Davanti una folta schiera di docenti e ricercatori è stata celerbata la riapertura dell'ingresso settecentesco di via Roma 56, completamente recuperato insieme ai locali adiacenti, adibiti a biglietteria, ed a una parte della cinta muraria. Alla cerimonia hanno presenziato il sindaco Marco Filippeschi, il rettore Massimo Augello, la funzionaria della Soprintendenza Marta Ciafaloni, insieme a chi ha seguito più da vicino i lavori cioè la prorettrice Nicoletta De Francesco ed i professori Lucia Tomasi Tongiorgi (delegata dell'Ateneo per le iniziative culturali) e Lorenzo Peruzzi (coordinatore scientifico dell'Orto Botanico).

L'Orto Botanico è l'oggetto di un investimento di circa 6 milioni di euro. Il progetto riguarda infatti la riqualificazione funzionale dell'intero complesso. Oltre l'ingresso sono state riorganizzate le collezioni botaniche esistenti, con oltre alla necessaria manutenzione anche la creazione di nuove serre dotate di impianti geotermici per la climatizzazione e l'irrigazione. Le novità sono state illustrate dal rettore Augello e dal responsabile Peruzzi con una passeggiata, in quello che si mostra come un pregiato parco cittadino.

Il progetto continuerà con il restauro della Palazzina dell'antica Fonderia (detta 'delle Conchiglie'), che raccoglierà un'esposizione con la storia dell'Orto Botanico, mentre invece il Palazzo centrale, l'ex sede dell'Istituto di Botanica, diventerà l'asse portante del Sistema Museale d'Ateneo in quanto riunirà 7 degli 11 musei dell'Università. Avrà allestimenti con collezioni di anatomia umana, veterinaria ed archelogica, con il filo conduttore di raccontare la storia dell'Ateneo e dei suoi protagonisti della richerca. Ad esempio ospiterà le ceramiche precolombiane recuperate da Carlo Regnoli, uniche in Italia.

"Ci sono voluti circa 2 anni per questo progetto - spiega Nicoletta De Francesco, che fissa i tempi - dopo questa inaugurazione ci sarà dopo l'estate quella della Fonderia, e nello stesso momento presenteremo il progetto per il museo dell'edificio centrale. Questo polo non sarà solo qualcosa da vedere, sarà fatta anche ricerca ed attività didattica".

E' sul futuro che si sono incentrati gli interventi degli stessi Filippeschi ed Augello. Annunciato anche un prossimo protocollo di intesa volto allo sviluppo e valorizzazione della collaborazione fra Ateneo e Comune.

Augello: "L'Università è motore di sviluppo della città e con i suoi progetti cambia il volto di Pisa. Vediamo i dati: fra il 2011 ed il 2015 sono stati investiti 93 milioni di euro, 37 dei quali con fondi di bilancio. Nonostante si siano ridotti di circa 70 milioni i contributi ministeriali abbiamo investito 15 milioni in più rispetto i 5 anni precedenti. Per dare un'idea del nostro impegno". Filippeschi: "E' un bellissimo lavoro di recupero, ora l'investimento da fare è sulla comunicazione, per far conoscere questa grande potenzialità, sia turistica che di elemento identitario della città, un simbolo di come vorremmo che la città diventi e si viva".

"Pisa è un terreno fertile - ha affermato Marta Ciafaloni - spetta alle istituzioni pubbliche collaborare e spingere per perseguire l'interesse pubblico. Le scelte in atto incidono sulla vita delle persone, immagino questo spazio come fruibile nella vita quotidiana dei cittadini".

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