Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca Centro Storico / Via San Paolo

Furti all'Osteria San Paolo: la solidarietà passa da Facebook

Martedì sera una cena a cui parteciperanno una quarantina di persone. L'organizzatore dell'iniziativa: "Mi sono detto: 'Perchè non riempiamo il ristorante di questo lavoratore nostro concittadino?'"

Saranno una quarantina le persone che stasera, martedì 20 febbraio, ceneranno all'Osteria San Paolo, nell'omonima via del centro storico, come segno di vicinanza nei confronti del titolare del locale, Carlo Bibbiani, colpito nel giro di due mesi da una sequenza impressionante di furti: quattro nel suo esercizio (l'ultimo pochi giorni fa) e uno nella sua abitazione, fruttato ai malviventi circa 60mila euro in beni e gioielli. A spiegare il senso dell'iniziativa è l'organizzatore, che preferisce però restare nell'anonimato. "L'idea è nata per caso. Mi è comparso su Facebook un post nel quale si parlava di questa serie incredibile di furti. La vicenda mi ha molto colpito, per cui mi sono detto: 'Perchè non riempire il ristorante di questo lavoratore nostro concittadino? Da lì ho lanciato la proposta sul mio profilo".

Inattesa la risposta da parte di amici e conoscenti. "Hanno risposto in tantissimi  - continua l'organizzatore - dandomi la loro disponibilità a partecipare all'inziativa. Ci siamo messi d'accordo e abbiamo scelto un giorno, infrasettimanale perchè abbiamo pensato che l'osteria avesse meno lavoro. Quindi sono andato a parlare con il proprietario. Quando gli ho spiegato la mia idea, si è commosso e si è messo a piangere. Devo confessare che quelle lacrime mi hanno molto colpito. Insieme abbiamo concordato un menù per 40 persone".

"Ho dovuto dire di no a tante persone - continua - per questo non è escluso che l'iniziativa possa ripetersi anche più avanti. Sono piccoli gesti che vanno però al di là del solo aspetto economico. Purtroppo, parlando anche con il titolare, mi sono reso conto che oggi nessuno pensa più a certe categorie di lavoratori, come commercianti o ristoratori, a meno che non ci sia poi un ritorno in termini di immagine. Mi riferisco in particolare alle istituzioni e all'opinione pubblica, che troppo spesso fanno sentire sole queste persone. Noi vogliamo invece fargli sentire la nostra vicinanza".

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