Cronaca

'Pacchetto Scuola' a Cascina, gli studenti contro la Lega: "Un criterio etnico assurdo"

Il partito del Carroccio aveva sottolineato come fosse necessario inserire la 'preferenza nazionale' per stilare la graduatoria dei contributi agli studenti più bisognosi, ma Officina-Uds critica la presa di posizione

La consigliera Ceccardi con il leader della Lega Matteo Salvini

Officina - Unione degli Studenti contro la consigliera comunale della Lega Nord Susanna Ceccardi e Edoardo Ziello del Movimento giovanile leghista, che alcuni giorni fa avevano duramente criticato la graduatoria del 'Pacchetto Scuola' sottolineando come oltre la metà dei beneficiari fosse straniera. "La vergognosa proposta presentata dal Carroccio è dunque quella di istituire il parametro prioritario della 'preferenza nazionale' per l’assegnazione degli aiuti, in modo da fornirli prima ai 'nostri cittadini' e successivamente a 'chi viene dall’altra parte del mondo' - sottolineano dal movimento studentesco - come collettivo, ma innanzitutto come studenti, vorremmo ricordare a Susanna Ceccardi, al suo partito e a chiunque proponga una gerarchia etnica dei diritti che i soggetti di cui l’articolo parla, oltre a essere residenti, e dunque tutti cittadini, non sono numeri, ma ragazzi che abitano e risiedono nel comune di Cascina, studenti delle nostre scuole, compagni di classe in difficoltà. Il fatto che gran parte di queste criticità si riscontri in famiglie straniere non ci fornisce nessun dato se non quello che, a dispetto della propaganda populista di qualcuno, i cosiddetti 'immigrati' sono ad oggi tutt’altro che privilegiati".


"Anche per questo - proseguono da Officina-Uds - troviamo inquietante e antidemocratica la proposta di prediligere nei bandi prima tutti gli 'italiani', ricchi o poveri, in difficoltà e non, e poi gli stranieri, un criterio etnico assurdo e che ricorda periodi oscuri della nostra storia recente, tanto più in questo caso, in cui, ripetiamo, si parla di studenti che vivono, risiedono e studiano nei nostri comuni. Nelle nostre scuole il colore della pelle o l’accento non hanno mai rappresentato criteri di nessun tipo, e non vediamo perché, al netto di malcelati razzismi, questi dovrebbero essere i parametri del bando. L’istruzione che vorremmo garantita a tutti ci ha insegnato che le differenze sono un valore. Ci chiediamo infine - concludono - quali possano essere le 'tensioni sociali inimmaginabili' che secondo Ceccardi deriverebbero dall’offrire un’istruzione senza esclusione e discriminazione. Forse l’avere una società istruita?".

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

'Pacchetto Scuola' a Cascina, gli studenti contro la Lega: "Un criterio etnico assurdo"

PisaToday è in caricamento