Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Pos obbligatorio, da oggi si paga con il bancomat: "Norma iniqua"

Ferma condanna da parte di Confcommercio sulla norma che da lunedì 30 giugno fa scattare l'obbligatorietà per il pagamento tramite bancomat per importi superiori ai 30 euro, con il fine di contrastare l'evasione fiscale

Ancora una volta a farne le spese saranno commercianti, imprenditori, professionisti e artigiani. Non piace assolutamente a Federico Pieragnoli, direttore di Confcommercio Pisa, l'introduzione da oggi dell'obbligo del Pos presso tutte le imprese, partite Iva, i professionisti: “Il rinvio della norma sarebbe stata la soluzione più ragionevole. Invece, si continuano a lanciare crociate contro la moneta in contanti, facendo pagare il conto molto salato di questa decisione a imprese e commercianti. Se da un lato, infatti, ci sono molti fondati dubbi sull'efficacia in termini di contrasto all'evasione, dall'altro c'è la certezza che aumenteranno moltissimo i costi per gli esercizi commerciali. La Cgia di Mestre ha calcolato una media di 1.200 euro in più all'anno per attività, tra spese per canoni mensili e commissioni di percentuale sull'incasso. Anche gli esercizi più marginali non se la caveranno con meno di 400 euro in più all'anno”.

Per il direttore di Confcommercio Pisa quindi “la norma è iniqua, visto che i costi per la diffusione della moneta elettronica sono in Italia superiori di oltre il 50% rispetto a quelli in vigore in Europa. Una norma quindi demagogica, che aggrava pesantemente la situazione di tantissimi esercizi commerciali, già oggi in forte debito di ossigeno e liquidità”.

Secondo Pieragnoli “prima dell'obbligo del Pos, la priorità doveva essere quella di intervenire radicalmente sui costi di commissione, che dovevano essere aboliti del tutto. Solo dopo avrebbe avuto senso intervenire con un provvedimento simile. Invece si impone un obbligo di legge, mentre i costi sono lasciati a condizioni di mercato. Una vera aberrazione”.

Yuri Cantini, presidente di ConfAsp Confcommercio Pisa, il sindacato degli Agenti in servizi di pagamento, specializzati nella vendita di strumenti di pagamento alternativi al contante, commenta così l'obbligo di introduzione del Pos per importi superiori ai 30 euro: “L'obiettivo è quello di far circolare meno contante possibile. L'Italia è molto indietro rispetto all'Europa, ma ci sono alcuni aspetti di questo provvedimento che non mi convincono affatto. A partire dai costi per le commissioni, troppo elevati in Italia rispetto all'estero e i cui oneri ricadranno interamente sugli esercenti”. In particolare ci sono categorie che soffriranno molto più di altre: “Pensiamo ai tabacchini, ai distributori di carburante, ai giochi a tutte quelle attività dove la soglia di guadagno è talmente bassa, che in caso di pagamento con il Pos invece di un guadagno avrebbero addirittura una perdita”. Per Cantini l'unica strada possibile è “quella di arrivare ad un punto in cui nessuno, commercianti e clienti, dovranno più percepire alcuna differenza tra un pagamento in contanti e uno elettronico. E per fare questo, l'intervento al ribasso sulle commissioni, così come prefigurato anche da Banca d'Italia, sarà inevitabile, oltre a rappresentare per gli esercenti stessi un incentivo concreto all'uso dei pagamenti elettronici”.

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