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Corsi all'esterno, orari flessibili e attesa per il 1 giugno: le palestre si rimettono in moto

Con l'ingresso in zona arancione molte strutture hanno avviato corsi e lezioni outdoor. C'è voglia di tornare a praticare attività fisica ma anche attenzione alle norme anticontagio

Dopo i lunghi mesi invernali, con un pallido sole che inizia a riscaldare le temperature di una prima parte di primavera di alcuni gradi sotto la media, anche il desiderio di rimettere in moto il corpo si fa sempre più forte. C'è chi si è arrangiato trasformando il salotto di casa in una sala pesi artigianale, chi ha fatto del giardino o del balcone di casa una superficie in cui sudare e bruciare calorie. Ci sono anche i podisti amatoriali che si sono affiancati, molte volte, a chi da sempre fa della corsa il proprio sport. In moltissimi casi queste persone hanno dovuto fare di necessità virtù, poiché la loro abituale valvola di sfogo settimanale era chiusa: adesso però le palestre iniziano realmente a intravedere una luce in fondo al tunnel di una serrata che dura da ben sette mesi.

"Ad aprile abbiamo tagliato il traguardo dei sette mesi di chiusura" commenta Filippo Ceccotti, uno dei soci proprietari della palestra Four Fitness di Ospedaletto. "Sono tanti, troppi. Un tempo lunghissimo in cui abbiamo accettato con senso di responsabilità e coscienza le decisioni prese dall'alto - prosegue - a metà aprile, con il ritorno in zona arancione e un clima un po' più mite, abbiamo deciso di dare il via ai corsi outdoor. E la risposta è stata decisamente positiva". Prenotazioni a ritmo serrato e corsi praticamente esauriti a ogni fascia oraria. "Tra i clienti abbiamo percepito una voglia enorme di tornare a fare attività fisica nella nostra struttura" concordano Ceccotti e Federico Burgalassi, socio della Mabos Centro Wellness a Navacchio.

"Ci sono le distanze adeguate per poter svolgere in serenità tutti gli esercizi - prosegue Burgalassi - inoltre il fatto di stare all'aria aperta dà ulteriore tranquillità. E' comprensibile che ci sia, nei primi tempi, un pizzico di timore nello svolgere attività fisica in gruppo". La Four Fitness e la Mabos Centro Wellness sono sicure: "I corsi all'esterno proseguiranno per tutta l'estate, probabilmente fino a tutto il mese di settembre. Sono un'ottima alternativa ai corsi indoor e alla sala pesi, che auspichiamo di poter riaprire dal 1 giugno. Attendiamo quella data con tanta impazienza, perché crediamo possa significare davvero un ulteriore passo verso il ritorno alla normalità".

Burgalassi e Ceccotti mettono però in guardia da facili entusiasmi: "Ci auguriamo di non percorrere la stessa strada dello scorso anno. D'estate tutto filava liscio, con protocolli rigidi e la massima attenzione alla loro applicazione sia da parte nostra che dei clienti. Poi a ottobre siamo stati i primi a dover chiudere e gli ultimi, adesso, a riaprire. Ecco: quando a giugno anche i locali interni torneranno ad accogliere i clienti, sarà importante non farli più richiudere. Perché sarebbe la mazzata finale per tutte le strutture, grandi e piccole, un nuovo periodo di serrata completa è insostenibile".

Al netto dell'attesa per la ripartenza delle attività anche all'interno delle palestre, sia Burgalassi che Ceccotti sottolineano che "con tutta probabilità, almeno a ridosso della riapertura di giugno, i corsi indoor non potranno essere svolti. Sarà aperta la sala pesi, che prevede una tipologia di esercizi individuali, molto più controllabile rispetto a lezioni di gruppo in locali chiusi. E' comprensibile. Ciò che invece preoccupa di più è la possibilità di frequentare gli spogliatoi: anche in questo caso, probabilmente, almeno all'inizio non potranno essere utilizzati dai clienti. E questo costituisce un handicap".

Perché, continuano Filippo Ceccotti e Federico Burgalassi, "diversi clienti saranno impossibilitati a venire in palestra. C'è infatti una forte abitudine ad allenarsi durante le pause del lavoro: senza poter fare la doccia, è impossibile tornare in ufficio o in magazzino. Anche questo è un aspetto che, almeno a ridosso della riapertura, influenzerà i comportamenti individuali. Però è inutile piangersi ancora addosso: speriamo che ci sia un graduale allentamento delle restrizioni mano a mano che il quadro generale migliorerà".

In ogni caso la ripresa dei corsi outdoor e la prospettiva di poter riaprire del tutto da giugno fa tirare un sospiro di sollievo alle palestre, "perché da dicembre non vediamo un euro di ristori o sostegni. Fortunatamente per diversi collaboratori l'erogazione, anche se a singhiozzo, è proseguita. Per le strutture invece no. Ecco perché è vitale ripartire e riaprire. E' opportuno anche per programmare, a grandi linee, il lavoro e le offerte dei prossimi mesi: siamo già in ritardo e non c'è più tempo da perdere".

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