Palestre chiuse, non fa male solo il Coronavirus: "Trattati come untori, non è giusto"

Maggiori spese, minori incassi. La situazione è difficile, pesa la diffusione della paura del contagio

Foto da pagina Facebook inFit

Con il costante aumento dei casi delle ultime settimane e lo spettro del lockdown, l'ultimo Dpcm del Governo entrato in vigore ieri, 26 settembre, è tornato a chiudere le palestre. Una misura che segue il periodo di 'osservazione' di 7 giorni, disposto sempre dal premier Conte, dove non sono mancati i controlli presso le strutture circa il rispetto delle misure di prevenzione dei contagi. L'imposizione di non operare nei locali durerà fino al 24 novembre, per il momento. Una situazione d'incertezza che, insieme alle preoccupazioni dei clienti e le passate spese necessarie per tenere aperto in sicurezza, ha colpito in modo duro e costante il settore wellness. 

"Si lavora sotto il 40% del normale - spiega Luca Stefanini di Just Fit - siamo in contatto con tutte le palestre di Pisa e il settore, ma direi in generale quello sportivo, è in seria difficoltà. Paghiamo sicuramente una campagna mediatica molto negativa, che pure genera contrasti: magari le persone non vanno in palestra, ma affollano gli autobus". Le chiusure e restrizioni passate "sono state utili per capire come comportarsi in queste situazioni, ma comunque non è il modo di lavorare. Le spese sono molto alte, sei rimasto aperto solo per dare un servizio ai clienti". Si torna ora alle iniziative del lockdown, in particolare "lezioni online - prosegue Stefanini - stiamo preparando il palinsesto sulla app, un metodo che ormai usano tutti. Cercheremo anche di fare attività all'aperto, rispettando sempre le dovute precauzioni. La speranza è che questo mese di chiusura non sia prorogato".

Parla di "terrorismo mediatico" Elisabetta Fontanelli della MyLife: "La situazione è difficile per tutti. La prima ondata è stato giusto accettare tutti le chiusure, nonostante la perdita di incassi. Poi abbiamo riaperto, lo zoccolo duro dei clienti è tornato, persone anche bisognose dell'attività fisica. Perché offriamo un servizio utile alla salute, non solo per la sola attività fisica. Ora nell'ultima settimana - si sfoga la titolare - devo dire siamo stati offesi nella nostra dignità di professionisti: abbiamo seguito tutte le prescrizioni stringenti, con spese enormi, più la settimana di 'attenzione' con un sacco di controlli, quando poi magari erano aperte fiere di piazza e nei ristoranti poteva andare praticamente chiunque. La seconda ondata era prevista da mesi... e ora ci richiudono. Dobbiamo passare noi come untori? Mi dispiace, ma non lo accetto".           
Di necessità, ancora una volta, si dovrà fare virtù: "Da domani - conclude Elisabetta - si riparte con i corsi online, più faremo sessioni di personal trainer a casa per le persone che devono fare attività specifiche, almeno finché non ci vieteranno anche quello. Diamo anche in comodato d'uso gratuito le macchine per stare vicino ai clienti, fargli sentire che li seguiamo nonostante tutto".

Ristoranti chiusi alle 18: "Lockdown di fatto per la nostra categoria"

Se da un lato, per Giovanni Redi "questa situazione ha portato di più a collaborare i gestori delle palestre, un aspetto che fa molto bene", dall'altro ci sono purtroppo da attendersi delle chiusure definitive se lo Stato non interverrà in modo massiccio: "Pisa in centro è un disastro, settembre è -50% per tutti. Mancano gli studenti, ma c'è anche tanta paura. E le misure del Governo non ci sono state: gli affitti da 5-6mila euro sono comunque da pagare, se hai 20 o 30 dipendenti non puoi reggere. Io stesso sono uscito dalla società delle palestre. Ora lavoro online, il futuro del fitness è lì".
"La situazione non cambierà fino almeno al 2021 - analizza Redi - il mercato legato al benessere, all'attività fisica, è comunque in crescita, si sono moltiplicate le nicchie e la direzione è quella di partire iniziando ad informarsi e provare qualcosa, partendo dall'online. Perché c'è meno tempo libero, si cerca più flessibilità, il non doversi spostare. Dopo arriva la palestra, con i suoi servizi e il suo taglio tradizionale e specifico. La situazione odierna poi non permette di sostenere un'impresa, a meno che non si abbiano le spalle davvero grosse".

A Pontedera c'è anche chi monta una tenda e si chiude nella propria palestra per protesta, come i titolari della InFit: "Da lunedì 26 ottobre - scrivono su Facebook - la palestra sarà chiusa al pubblico come previsto dal nuovo Dpcm del 25 ottobre. Noi comunque per protesta saremo in palestra H24, dormiremo all'interno. Noi non abbandoniamo i nostri clienti, a differenza di chi ci comanda, che ci ha abbandonati. Saremo presenti tutti i giorni per qualsiasi chiarimento, ma soprattutto aspettiamo il vostro sostegno". 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, Giani annuncia: "Dal 4 dicembre Toscana zona arancione"

  • Coronavirus in Toscana: quasi 1900 nuovi casi e 44 decessi

  • Coronavirus, il governatore Giani: "Nei prossimi giorni chiederemo di tornare in zona arancione"

  • Toscana zona rossa, la denuncia di Confesercenti: "Concorrenza sleale della grande distribuzione"

  • Commercio in lutto: se ne va Gisberto Moisè, storico pizzaiolo pisano

  • Lutto nel commercio pisano: addio a Roberto Salvini, titolare del bar alle Piagge

Torna su
PisaToday è in caricamento