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Offesa durante il Consiglio Comunale di Pisa: "La consigliera si dimetta"

E' montato il caso per un epiteto sgradevole detto da una consigliera leghista ai danni di una collega. Critici i consiglieri di minoranza

Una frase probabilmente detta senza l'intenzione che fosse ascoltata, con un epiteto sgradevole. Ma il microfono ha catturato tutto. Monta il caso per quanto accaduto nel Consiglio Comunale di Pisa di ieri, 8 ottobre, assemblea che si è svolta online sulla piattaforma Zoom. Protagoniste loro malgrado le consigliere comunali della Lega Laura Barsotti ed Emanuela Dini, con la prima che si è riferita alla seconda con un termine dispregiativo riferibile al fisico della collega di partito. 

I consiglieri di minoranza, insieme, scrivono che sono state "parole gravissime in ogni contesto, ancor più se pronunciate durante il Consiglio Comunale. Il body shaming, la nuova forma di bullismo che fa dell'aspetto fisico fuori dagli stereotipi imposti una colpa, è una piaga sempre più diffusa che ha interessato oltre un terzo della popolazione italiana. Una pratica diffusa anche fra i giovanissimi e che dovrebbe portare le istituzioni tutte a farsi carico di azioni culturali positive di lotta agli stereotipi 'fisici' in questo caso e di educazione al rispetto e alla valorizzazione delle differenze. Le parole di Barsotti, pronunciate all'interno della massima espressione democratica della città, non sono offensive solo verso la consigliera Dini, sono offensive verso tutti i consiglieri e la città".

Il comunicato porta la firma di: Matteo Trapani, Olivia Picchi, Vladimiro Basta,  Maria Antonietta Scognamiglio, Marco Biondi, Benedetta Di Gaddo, Andrea Serfogli, (PD); Gabriele Amore, Francesco Tolaini (M5S); Francesco Auletta (Diritti in Comune); Antonio Veronese (Patto Civico).

"Chi fa della denigrazione del prossimo il proprio modo di relazione sociale - insistono - non può sedere in consiglio comunale. Non possiamo rimanere indifferenti e dire ai cittadini e ai nostri giovani che cose del genere trovino in qualche modo giustificazione o possono essere considerate normali. Come consiglieri di minoranza presenteremo una mozione urgente da discutere al prossimo consiglio dove oltre alle scuse chiediamo alla consigliera Barsotti di dimettersi. Ci sembra un atto dovuto e di rispetto per il posto che ricopre, togliendo tutti dall'imbarazzo e dalla vergogna in cui ci ha trascinato".

"Ci uniamo - concludono - ai numerosi attestati di solidarietà che la consigliera Dini ha ricevuto da quelle del Presidente del Consiglio Gennai a quelle della vicesindaca Bonsangue ma soprattutto a quelle di tante cittadine e cittadini, a testimonianza che in questa città esiste in ognuno indignazione e sdegno verso certi comportamenti".

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