Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

'Certificato antifascista', Bedini: "Il Comune rischia di dover pagare i danni a quelli a cui nega le concessioni"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Durante il Consiglio comunale dell’11 gennaio 2018, è stato discusso un question time, presentato dal Consigliere Filippo Bedini, sul tema del cosiddetto 'patentino antifascista', con cui il gruppo Nap-FdI-An faceva notare, oltre all’incostituzionalità di tale provvedimento, anche l’errore marchiano dell’Amministrazione pisana, che frettolosamente ha voluto bypassare il Consiglio e ha cambiato le regole per la concessione del suolo pubblico con una delibera di Giunta. Cosa che, senza un mandato preciso del Consiglio stesso, non avrebbe potuto fare. Tanto è vero che, a posteriori, è arrivato durante la stessa seduta, il mandato dell’assise di Sala del Ciuco. Troppo tardi!

Bedini commenta: "Con il voto alla mozione che dà mandato alla Giunta di fare qualcosa che ha già fatto il 28 dicembre scorso, votata con la modalità di urgenza tramite addirittura un’inversione dell’ordine dei lavori votata a maggioranza, il Pd ha confermato quello che ho sostenuto nel mio Question time ovvero che aver chiesto e continuare a chiedere la sottoscrizione della professione di fede 'boldriniana' è illegittimo secondo il Tuel, almeno fino a quando il Consiglio non delibererà una modifica in tal senso del regolamento della Cosap. Questo espone Sepi e il Comune a ricorsi da parte di chi si è già visto negare il suolo pubblico per essersi rifiutato di firmare un documento 'infirmabile', antidemocratico, illiberale, stalinista, e da parte di chi, come mi auguro, farà richiesta nei prossimi giorni e avrà negata la concessione".

"Un bel danno, oltre che una clamorosa figuraccia!" chiosa Bedini. Il quale poi, entra brevemente nel merito: "Il patentino, se si vanno a leggere la delibera e la mozione, cosa che probabilmente in pochi hanno fatto, non è semplicemente 'antifascista', ma fa riferimento
anche a chi 'manifesta o professa ideologie razziste, xenofobe, antisemite, omofobe e antidemocratiche, portatrici di intolleranza religiosa'. Ma io mi domando: chi stabilisce i parametri? Non c’è il rischio che qualcuno possa ritenere un presidio delle Sentinelle in piedi 'omofobo', oppure un banchetto per il referendum contro la moschea a Porta a Lucca 'razzista', una raccolta firme contro Canapisa
(manifestazione per la quale patentini non sono richiesti…) 'antidemocratica', o addirittura una manifestazione di qualche gruppo islamico della galassia 'ortodossa' come 'portatrice di intolleranza religiosa': se si legge il Corano appigli se ne trovano a bizzeffe per fare certe considerazioni…”.

È una deriva pericolosa. Tanto che perfino illustri esponenti di sinistra hanno bollato il 'patentino antifa' come "inopportuno, dato che esistono già le leggi dello Stato": sono le parole del Professor Sergio Givone, già assessore alla Cultura a Firenze nella Giunta Renzi!
Poi Bedini chiude con un rammarico misto a rabbia: da un anno a questa parte il 'trend topic' assoluto, che vince per ampio distacco, delle discussioni in Consiglio comunale, dove giacciono da anni atti su argomenti importantissimi per la città, di cui la maggioranza non vuol parlare, è la parola 'fascismo'. Credo che questo sia vergognoso: Pd e compagni mi sono venuti a noia! Ma non è questo il loro problema; il loro problema è che, con queste pseudobattaglie anni ’70, sono venuti a noia anche alla stragrande maggioranza dei cittadini pisani!".

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