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Pazienti in attesa del ricovero per Covid: "I letti cominciano a scarseggiare"

Lancia l'allarme per l'ospedale Cisanello il primario di Rianimazione Paolo Malacarne

Segnali negativi ai quali rispondere immediatamente. Dopo le ambulanze in fila per l'area Covid all'ospedale Cisanello di Pisa, mostrate dalle associazioni impegnate nei trasferimenti, un altro allarme viene lanciato dal primario di Rianimazione Paolo Malacarne, che sul suo profilo Facebook racconta dei ritardi nel ricovero di una paziente. 

"Il fallimento nella preparazione è la preparazione al fallimento" titola il suo post, "me lo ha insegnato Paolo Del Sarto, mio primario nel 2003, anno in cui ho avuto il piacere e la fortuna di lavorare all’ Ospedale Pediatrico Apuano di Massa". Poi spiega: "Questa notte verso l’1 sono sceso in consulenza al Pronto Soccorso in area Covid per valutare una malata che stava peggiorando nella respirazione a causa della sua polmonite; guardando la cartella ho visto che era entrata alle 13,30 circa: 'Beh, è qui solo da 12 ore' mi è sfuggito questo pensiero a voce alta 'Paolo, guarda bene' mi ha detto la collega, 'è entrata alle 13,30 del 25, non di stamani': la signora era in barella in attesa di ricovero da 36 ore; ho rivisto la malata stamani alle 7 e poi alle 10, poco prima che, attorno alle 12 venisse ricoverata. Come sempre succede, il trattamento che ha ricevuto al P.S. è stato corretto, grazie alla professionalità dei medici, degli infermieri, degli oss che ci lavorano. Ma neppure nella fase più critica di marzo e aprile i malati hanno mai aspettato così tanto per trovare un posto letto; e stamani assieme a lei c’erano un’altra decina di malati che aspettavano il posto letto in degenza ordinaria, chi da qualche ora chi da più di 24 ore".

"Anche i letti intensivi e soprattutto sub-intensivi - prosegue - (per intenderci quelli per i malati che respirano nei caschi o con le maschere a pressione sul viso) cominciano a scarseggiare, e stamani ne erano occupati 26 su 28. Questa penuria di letti ordinari, intensivi e sub-intensivi è oggettivamente purtroppo segno di un 'fallimento nella preparazione'. Per non arrivare a un fallimento negli esiti, dobbiamo prendere decisioni operative alla luce di 2 semplici principi: 1) quando l’80% dei letti destinati ai malati Covid sono occupati, si devono immediatamente aprire altri letti, prima che i malati stazionino al P.S. per ore e ore: questa apertura deve essere pianificata 'a gradini' (quanti, quali letti e quale reparto riconvertire a Covid) con tanto di personale medico, infermieristico e oss già definito e formato; 2) dal momento che una parte del personale sanitario del nostro Ospedale ha già fatto esperienza dei malati Covid a marzo-maggio e ha quindi competenza e professionalità su questa difficile malattia, è quel personale che in prevalenza deve curare oggi i nuovi malati Covid positivi".

"Andrà tutto bene se saremo capaci di cambiare: oggi cambiare significa affiancare a chi ha il difficile compito di prendere decisioni operative - conclude Malacarne - medici e infermieri che giorno e notte curano questi malati e quindi conoscono i problemi e spesso hanno anche buone idee per le possibili soluzioni pratiche".

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