Perché 'fa bene' conoscere i segreti del cibo che mangiamo: il 12 dicembre al Museo Radico presentazione del volume di Fabrizio Diolaiuti

Partecipano il docente dell'Università di Pisa Stefano Benvenuti e il giornalista Corrado Benzio

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Talvolta conosciamo meglio i segreti dello smartphone del cibo che mangiamo e delle sue proprietà e caratteristiche: questa considerazione ha offerto il pretesto al gastronomo, divulgatore, giornalista e conduttore televisivo Fabrizio Diolaiuti per scrivere il suo più recente volume che fa scoprire (e soprattutto riscoprire) il cibo e la sua essenza a tutti coloro che ritengono utile, salutistico o anche soltanto divertente focalizzare l'attenzione verso un' "alimentazione consapevole". Proprio "Alla scoperta del cibo" è diventato il titolo del volume di Fabrizio Diolaiuti, che sarà presentato venerdì 12 dicembre alle ore 17.00 al museo della civiltà contadina "Radico/Pescatori" (via De Gasperi 3, Rigoli di San Giuliano Terme) su iniziativa dell'azienda "Ortofruttifero", con la partecipazione del prof. Stefano Benvenuti (Università di Pisa) e del giornalista Corrado Benzio.

La presentazione del volume sarà anche l'occasione per evidenziare i vantaggi che derivano dal "mangiare bene", descrivendo ovviamente il significato di questa affermazione, che coincide con la presenza di molti ortaggi, soprattutto a "km zero", e con la valorizzazione della biodiversità. Per rendere ancora più evidente il legame tra alimentazione e salute, autore e relatori presenteranno gli effetti di un'alimentazione non equilibrata, come ad esempio l'alto livello di colesterolo oppure il rischio di incorrere nel diabete. Per abbassarne i livelli o per allontanarne le proprietà salutistiche di alcuni alimenti possono rivelarsi utili. L' "alimentazione consapevole" quindi fa bene alla nostra salute e non comporta spese eccessive (anzi, è vero il contrario) e soprattutto permette a numerose aziende agricole del territorio toscano di mantenersi competitive, affrontando al meglio questo difficile momento, innescando una catena virtuosa che trova nel mangiare bene un anello fondamentale.

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