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Venerdì, 1 Luglio 2022
Cronaca

Sanità, la Scuola Sant'Anna valuta la performance delle regioni nel 2021: focus su resilienza e prevenzione

I risultati del monitoraggio in 10 regioni e 2 province autonome sono stati presentati venerdì 10 giugno

Valutare la performance dei sistemi sanitari regionali nell’anno del rilancio del Servizio Sanitario Nazionale, per cogliere appieno le opportunità di investimento e quelle di ridisegno dell’offerta dei servizi. E' l’ottica che ha guidato l’analisi delle performance del 'Network delle Regioni', promosso dal Laboratorio Management e Sanità dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, rete di collaborazione che oggi conta sull’adesione di 10 Regioni e due Province Autonome. L’analisi punta a utilizzare le evidenze quantitative, i numeri, come strumento di miglioramento e di valorizzazione delle migliori soluzioni organizzative. Le evidenze più significative sono state illustrate venerdì 10 giugno dal team di ricerca della Scuola Superiore Sant’Anna, coordinato dalla docente Milena Vainieri e dal ricercatore Federico Vola, durante il seminario a Villa Umbra a Perugia, in presenza e in diretta web, organizzato dal Laboratorio MeS Management e Sanità dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant'Anna, in collaborazione con la Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica.

Il lavoro svolto dal 'Network delle Regioni', che include su base volontaria dieci Regioni italiane (Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto, Lombardia e Piemonte) e le due Province Autonome di Trento e di Bolzano, permette di fornire a ciascuna Regione una sintesi dei risultati conseguiti, messi a confronto con quelli delle altre, nell’ottica di uno spirito collaborativo e di condivisione interregionale delle migliori pratiche. Il metodo con cui è stata misurata la performance tiene ovviamente conto della pandemia da Covid-19 e include, anche per questa edizione come quella dello scorso anno, molti indicatori che misurano la capacità di resilienza dei sistemi sanitari regionali, intesa come capacità di tenuta e di ripresa nell’offerta dei servizi. L’obiettivo dei dati presentati venerdì 10 giugno è dunque individuare e valorizzare i sistemi sanitari che abbiano dato prova di maggiore capacità di rilancio nel 2021 e, al tempo stesso, individuare le sfide emergenti con cui i sistemi si dovranno confrontare. A questi ambiti deve essere infatti data priorità nella pianificazione e nella gestione, sia per rafforzare in maniera strutturale le condizioni su cui si basano, sia per rispondere in maniera proattiva a quelle necessità contingenti dei cittadini, che siano stati trascurati durante le principali fasi di recrudescenza della pandemia da Covid-19.

La pandemia da Covid-19 viene spesso interpretata come un evento che ha accelerato il processo di trasformazione del Sistema Sanitario Nazionale (SSN), con l’adozione di azioni strategiche avviate durante la crisi sanitaria e la loro propulsione, grazie agli ingenti finanziamenti strutturali messi a disposizione. Di certo, la prima sfida riguarda questa eredità della pandemia e il tema della sostenibilità dei sistemi sanitari, laddove la gestione dell’emergenza e post-emergenza Covid-19 ha richiesto l’impiego di risorse aggiuntive. Questa ha portato a un incremento significativo del costo sanitario pro-capite in tutte le Regioni del Network. In media, l’aumento percentuale tra il 2019 e il 2021 è stato dell’11%, pari a circa 237 euro pro-capite. La variabilità in alcune partite determinanti mostra però che ci sono margini di azione; il caso dell’assistenza farmaceutica e dei dispositivi medici evidenzia, oltre alla variabilità inter-regionale, la dinamica nel tempo: è una partita in cambiamento, che deve essere governata. Lavorare, ad esempio, sull’appropriatezza della prescrizione dei nuovi farmaci ad alto costo potrà liberare risorse da reinvestire nel sistema stesso.

  A braccetto con la prima concorre la seconda sfida, ovvero l’importanza delle politiche di prevenzione e di promozione della salute, come investimento non soltanto per il miglioramento dello stato di salute della popolazione, ma anche per lo sviluppo socioeconomico e per la sostenibilità degli stessi sistemi sanitari. La terza sfida riguarda la qualità dei processi e dell’appropriatezza organizzativa: qui entriamo nella tenuta degli assetti organizzativi e dei processi assistenziali, e ci muoviamo principalmente nella dimensione ospedaliera. Nel complesso, la 'risorsa ospedale' regge l’urto pandemico. La quarta sfida riguarda l’engagement e su questo terreno si gioca la vera partita delle risorse umane del SSR, e si coglie bene l’esigenza di una valorizzazione e di un investimento. La quinta sfida è quella dell’appropriatezza: il Sistema Sanitario Nazionale riparte e con esso l’esigenza di tenere alta la guardia rispetto al rischio di inappropriatezza. La sesta e ultima sfida, certo non ultima per importanza, è quella dell’innovazione. La sanità digitale è tra le grandi priorità per il rilancio dei sistemi sanitari, in coerenza con gli indirizzi del PNRR. Centrale per la sua portata è sicuramente la sfida legata all’innovazione digitale, come strumento di miglioramento della qualità delle cure e di governance sanitaria.

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