Coronavirus, i sindacati: "Personale ausiliario delle scuole a casa senza salario"

Cgil, Fp e Filcams Pisa chiedono che sia convocato un tavolo di confronto per permettere l'attivazione degli ammortizzatori sociali per la categoria

Il Coronavirus constringe alla quarantena o all'isolamento numerose persone, in particolare quelle più a contatto con persone che frequentano necessariamente posti affollati. Accade per molti lavoratori: nel dettaglio i sindacati Cgil, Fp e Filcams Pisa chiedono "ammortizzatori sociali per le lavoratrici ausiliare della scuola" colpite dalle misure restrittive. 

"Con la riapertura delle scuole, come era prevedibile - scrivono in una nota - abbiamo assistito ad una rapida ripresa della diffusione del virus tanto che oggi ci troviamo di nuovo in emergenza sanitaria. Fin dai primi giorni di apertura delle scuole si sono verificati casi di positività tra bambini e operatrici/tori dei servizi e, in questi frangenti, gli organi deputati hanno giustamente predisposto la chiusura delle sezioni mettendo il personale in quarantena preventiva. Ma nel mese di ottobre, il fenomeno ha evidenziato una diversità di trattamento tra il personale comunale ed il personale dipendente dalle ditte private che gestiscono la ristorazione, lo sporzionamento, i servizi ausiliari e di cucina".

I sindacati denunciano che se "il personale comunale veniva regolarmente retribuito quando per cause di forza maggiore collegate alla prevenzione dei contagi non poteva recarsi a lavoro, il personale privato invece veniva messo a casa senza salario o alcun ammortizzatore sociale perché, ci dicono, a ottobre era stata sospesa la richiesta di cassa integrazione. Le lavoratrici/tori, quasi sempre donne, che vivono già una situazione precaria per la tipologia di contratto più fragile rispetto a quello pubblico, con orari spesso part-time e frammentati su vari servizi, in ottobre hanno perso anche 10 giorni di salario non avendo maturato nemmeno ferie o permessi a scuola appena aperta. Per queste lavoratrici e per tutti coloro che si trovano nella stessa situazione la Cgil, la Fp, la Filcams, chiedono ai datori di lavoro di aprire un tavolo di confronto per trovare soluzioni che sanino queste palesi ingiustizie".

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