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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca

Peste suina africana: misure di contenimento in Toscana, attenzione alta dei comuni pisani

La malattia non colpisce l'uomo, ma è letale per gli animali. Al via la campagna informativa unitaria di Calci, Cascina, San Giuliano Terme, Vecchiano e Vicopisano

In seguito ad alcuni casi segnalati di peste suina africana (PSA) in Piemonte e in Liguria, rispettivamente nelle province di Alessandria e Genova, significativamente vicini al confine nord-ovest della Toscana, anche in Toscana si corre ai ripari. Il presidente Giani con un'ordinanza ha sospeso l'attività venatoria e disposto il rafforzamento della sorveglianza passiva attraverso l'esecuzione di battute di ricerca attiva delle carcasse di cinghiale nella provincia di Massa Carrara. Ha poi inviato una Pec a tutti sindaci dei comuni della Regione chiedendo collaborazione e aiuto nella diffusione di informazioni utili a contenere la diffusione di questa malattia.

E' così che i comuni di Calci, Cascina, San Giuliano Terme, Vecchiano e Vicopisano hanno deciso di fare una comunicazione congiunta per veicolare le informazioni diffuse dalla Regione Toscana, per scongiurare allarmismi e dare alla cittadinanza alcune linee guida.

La peste suina africana rappresenta un serio rischio epidemico per i suini allevati, determinando un elevato indice di morbilità e mortalità con conseguenze dirette e indirette sulle produzioni della filiera regionale. E' per questo che si rende necessario controllare la diffusione della malattia nei cinghiali anche per proteggere i suini allevati. Questa malattia pur non colpendo l'uomo, ha gravi ripercussioni socioeconomiche nei paesi in cui è diffusa, decimando rapidamente le popolazioni dei cinghiali e dei suini allevati e precludendo le esportazioni di carni suine e prodotti a base di carne dai territori colpiti. La peste suina africana è una malattia di difficile contenimento/eradicazione (non esistono vaccini né cure).

Si diffonde principalmente attraverso movimentazioni, contatti con popolazioni di cinghiali infetti e con carni o prodotti a base di carne di animali infetti (compresi prosciutti e insaccati ancorché stagionati). Ai fini del contenimento della malattia attualmente risulta prioritario: il controllo delle movimentazioni di suidi; mettere in atto tutte le misure possibili a evitare che la popolazione di cinghiali possa venire a contatto e nutrirsi con rifiuti potenzialmente infetti, ovvero con carni e prodotti a base di carne di suidi infetti; mettere in atto tutte le misure possibili a evitare che i suini di allevamento entrino in contatto con la popolazione di cinghiali selvatici; sollecito riscontro diagnostico per suini con sintomatologia sospetta o morti.

Tutti e cinque i comuni diffonderanno, attraverso la pubblicazione sui rispettivi canali di comunicazione istituzionale le locandine informative predisposte dal Ministero della Salute.

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