Furti e degrado alla Corte Sanac, negozianti esasperati: scatta la raccolta firme

Una petizione diretta alle autorità per denunciare la situazione presente nel quartiere di Porta a Mare e in particolare nella galleria commerciale dove i commercianti vivono nella paura

Commercianti e cittadini discutono e firmano la petizione

Un'escalation di furti e degrado che ha portato i commercianti della Corte Sanac all'esasperazione. L'ultimo episodio, più eclatante, la raffica di colpi messi a segno nei vari negozi lo scorso 9 settembre, la notte del nubifragio. Mentre imperversava il maltempo qualcuno ha pensato bene di entrare nelle varie attività commerciali per rubare e danneggiare. Da qui la decisione dei commercianti, ma anche dei titolari degli studi professionali, dei clienti e dei cittadini del quartiere di Porta a Mare, di alzare la voce, di denunciare la situazione alle autorità e alle istituzioni. Così è stata avviata una raccolta firme diretta ad una lunga lista di destinatari: il prefetto, il questore, il comandante provinciale dei Carabinieri, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, il sindaco e il comandante della Polizia Municipale.

“E' cronaca recente - scrivono nella petizione - la raffica di furti che nella notte di sabato 9 settembre u.s. ha coinvolto la stragrande maggioranza delle attività commerciali presenti in Galleria Sanac, vittime di danni materiali ingenti e con l'alta probabilità, come dimostra l'esempio della palestra, di essere visitate di nuovo nel giro di poco tempo. Doversi rinchiudere all'interno delle proprie attività con la paura del prossimo avventore o il timore di essere aggrediti e derubati dell'incasso della giornata, fa vivere e lavorare in un continuo stato di tensione che non può essere tollerato in un paese civile”. "Quanto avvenuto in questi giorni - prosegue il testo della petizione - è tuttavia soltanto la punta di un iceberg di una situazione che non è esagerato definire allarmante: episodi continui e sempre più intensi di micro-criminalità, il furto di motocicli e biciclette eletto a sistema che non risparmia nessuno, danneggiamenti continui alle cose, episodi di degrado e di incivilita fuori controllo (di cui l'episodio della chiesa del quartiere, sfregiata in modo indegno, è tra i più eclatanti). Sappiamo per esperienza che il grande capannone industriale adiacente l'area della Galleria Sanac, considerando il continuo e piuttosto strano andirivieni di persone in tutte le ore del giorno e della notte, i cui traffici e interessi sono facilmente verificabili, è una specie di enorme campo base o 'covo' dal quale molto probabilmente si pianificano e si coprono azioni illegali. Anche all'esterno della Galleria, la situazione non è certo migliore dal punto di vista degli accampamenti, dei bivacchi e della sicurezza più in generale. Per non parlare poi dei massicci fenomeni di prostituzione in via Nugolaio e in altre zone in prossimità di abitazioni e attività commerciali".

raccolta firme petizione corte sanac furti-2

Da qui le richieste dei firmatari: una maggiore presenza di forze dell'ordine e un presidio attivo e dinamico sul modello stazione, un serio e deciso intervento ispettivo volto alla verifica della grave situazione del capannone industriale adiacente la Galleria Sanac, un contatto diretto tra forze di polizia e alcuni rappresentanti della zona per segnalazioni in tempo reale, potenziare l'illuminazione e un efficace e razionale sistema di telecamere.

“Abbiamo superato il limite - questo il commento a caldo del direttore di ConfcommercioPisa Federico Pieragnoli - l'emergenza è palese, considerato anche gli ultimi incresciosi avvenimenti che hanno colpito le attività della Galleria Sanac, la chiesa del quartiere e persino la scuola di via Conte Fazio. Tutto questo è gravissimo, ma non è che la punta di una iceberg di una situazione peggiorata nel tempo. Il compito di risolverla spetta adesso alle autorità, dalle quali ci aspettiamo tutta una serie di azioni concrete per stroncare furti, spaccio, degrado, bivacchi, prostituzione e tutti questi fenomeni derubricati a microcriminalità e che invece rappresentanto costi economici e sociali pesanti per le imprese e per l'intera collettività”.

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