Università: con la 'Petroteca Dancala' torna alla vita la storia dell'esplorazione geologica

Al dipartimento di Scienze della Terra si inaugura la collezione che unisce rocce e sezioni sottili raccolte nella Regione degli Afar in Etipia durante la spedizione italo-francese degli anni '60 e '70

Il dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa dedica dei seminari e un'esposizione alle esplorazioni geologiche nella Regione degli Afar, nell'Etiopia nord-orientale, un vero laboratorio naturale per l'analisi dei processi di estensione e rottura dei continenti. Nota anche come Dancalia, questa regione è stata studiata, dal 1967 al 1974, da una celebre spedizione italo-francese guidata da Giorgio Marinelli, dell'Università di Pisa, e da Haroun Tazieff, del Centre National de la Recherche Scientifique.

L'iniziativa apre oggi, venerdì 7 luglio, nell'Aula C del dipartimento dai seminari tenuti dal dottor Giacomo Corti, dell'Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR di Firenze, e dalla professoressa Carolina Pagli, del dipartimento pisano di Scienze della Terra; nel pomeriggio, dai professori Franco Barberi, già docente di Vulcanologia dello stesso dipartimento, ed Enrico Bonatti, dell'Istituto di Scienze marine del CNR di Bologna.

Sabato 8 luglio, alle ore 10,30, nella stessa sede del dipartimento, si terrà l'inaugurazione della Petroteca Dancala, alla presenza del rettore Paolo Mancarella, del direttore del dipartimento Sergio Rocchi, e dei geologi che parteciparono alle spedizioni degli anni '60 e '70 del secolo scorso, Franco Barberi, Jacques Varet e Roberto Santacroce. Insieme a loro, interverranno gli studiosi Mauro Rosi, Franco Maranzana, Luca Lupi e Carolina Pagli.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

La Petroteca Dancala è una collezione di oltre 2mila campioni di roccia e oltre 9mila sezioni sottili raccolte in Afar dai membri della collaborazione italo-francese. Conservato finora in condizioni precarie, tale patrimonio scientifico torna ora a essere visibile per iniziativa del dipartimento di Scienze della Terra e grazie al contributo della società Stratex, una multinazionale che si occupa di ricerca aurifera nell’area africana. Tutti i campioni, georeferenziati e rintracciabili, sono a disposizione della comunità scientifica internazionale per ricerche in collaborazione con l’Università di Pisa.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, l'ospedale Cisanello si prepara al picco: "E' previsto nel prossimo fine settimana"

  • Coronavirus: muore studente universitario di 30 anni

  • Trovato morto in Austria: avviate le indagini

  • Coronavirus: 254 nuovi casi in Toscana, 3.226 i contagi 

  • Coronavirus e commercio: dichiarato lo sciopero per punti vendita e supermercati

  • Coronavirus: 224 nuovi casi positivi in Toscana

Torna su
PisaToday è in caricamento