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"Pisa città che cammina", il rapporto degli studenti di ingegneria

L'analisi della città è stata condotta da alcuni studenti di ingegneria ed è stata consegnata al sindaco. L'obiettivo è quello di risolvere alcune criticità per rendere la città più vivibile e contrastare l'obesità

E’ stato consegnato al sindaco il rapporto sullo stato città, a cui hanno lavorato alcuni studenti di Ingegneria Civile dell’Università di Pisa guidati dalla professoressa Francesca Cosmi, docente di Sociologia Urbana. Agli studenti sono andati i ringraziamenti del primo cittadino ("il report sarà oggetto di valutazioni da parte dell'amministrazione comunale"), un attestato di partecipazione al progetto e la proposta di nuove collaborazioni.

L’iniziativa ha preso il via dal Progetto “Pisa Città che cammina”, a cui sta lavorando l’amministrazione comunale con il supporto tecnico dell’Istituto Europeo per la Prevenzione e la Terapia dell’Obesità, dell’azienda Ospedaliera e la collaborazione dell’UISP Comitato di Pisa. Il progetto è un modello di intervento multisettoriale  per contrastare la diffusione dell’obesità, definita dall’organizzazione mondiale della sanità “una delle maggiori sfide per la salute pubblica del ventunesimo secolo”.

Tutti gli studi sono concordi nell’individuare uno stile di vita sbagliato tra i fattori scatenanti dell'obesità, come la sedentarietà e un’alimentazione non equilibrata. L’indagine realizzata dagli studenti di Ingegneria aveva l’obiettivo di fotografare la città di Pisa, quartiere per quartiere, prendendo come parametri i fattori che ne indicano la vivibilità, includendo le costruzioni, le case, le scuole, i luoghi di lavoro, il sistema di trasporto, le aree ricreative e gli spazi verdi.

L'obiettivo è individuare le criticità e gli elementi che vanno riprogettati per rendere la città più vivibile. “Camminare, andare in bicicletta, giocare sono funzioni di controllo di una vera lotta all’obesità - ha concluso la professoressa Cosmi - oltre che parametri insostituibili per valutare la vivibilità di un centro urbano”. Lo studio contiene anche il risultato di un questionario distribuito all’interno delle scuole elementari Gereschi, sul progetto “Vado a scuola a piedi” dove sono stati intervistati i genitori dei bambini.

 

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