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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Cronaca

Pisa ha ricordato il sacrificio del maggiore di artiglieria Gian Paolo Gamerra e dei suoi commilitoni

Presente all'iniziativa organizzata da Comune di Pisa, CAPAR, ANPI e Associazione Artiglieri le massime autorità civili e militari. Prolusione ufficiale del Gen. Pierlugi Genta, Presidente Nazionale dell'Associazione Artiglieri

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Si è svolta venerdì 29 ottobre presso il Cimitero di Riglione, frazione di Pisa, la commemorazione del Maggiore di Artiglieria Gian Paolo Gamerra, caduto nei pressi di Stagno, il 9 settembre 1943 insieme a 8 suoi commilitoni, in uno scontro con i Tedeschi a Tombolo. Alla cerimonia, organizzata dal Comune di Pisa e dalla Sezione di Pisa “Nicola Ciardelli” di A.N.ART.I., l’Associazione degli Artiglieri, in collaborazione con A.N.P.I, il Comando di Presidio e il Centro Paracadutismo, hanno partecipato le Autorità civili (fra cui la dottoressa Alessandra Petronelli, in rappresentanza del Prefetto Giuseppe Castaldo), militari, le associazioni d’Arma e partigiane. L’Associazione Artiglieri era rappresentata dal Presidente Nazionale Gen. Pierluigi Genta, accolto dal Delegato Regionale Andrea Breschi e dai Presidenti di altre sezioni toscane, con i rispettivi labari (fra cui quello della Sezione di Livorno, intestata allo stesso Gamerra). Davanti al cimitero, attorno al monumento di bronzo, opera dello scultore Alessandro Caetani e donato alla città dall’Associazione Partigiani, si è svolta l’intera cerimonia con gli interventi del Sindaco Michele Conti, del Maggiore Roberto Congiu, in rappresenza del Comandante del Centro Paracadutisti Col. Gianni Copponi, del Presidente dell’A.N.P.I. Bruno Possenti e del Comandante di Presidio e Comandante della 46ª Brigata Aerea Gen. Alessandro De Lorenzo. Dopo la preghiera e la benedizione impartita dal parroco di Riglione Don Roberto Canale, la prolusione ufficiale è stata svolta dal Gen. Pier Luigi Genta, che dopo avere tracciato il curriculum di Gamerra, ha esaltato il suo senso del dovere e quello degli altri 8 artiglieri caduti con lui, i cui nomi sono stati proferiti uno ad uno. “Come ogni anno – ha dichiarato il Sindaco di Pisa Michele Conti - siamo qui per rendere omaggio al maggiore di artiglieria Gian Paolo Gamerra e agli altri militari che insieme a lui morirono, alle porte di Pisa, il giorno dopo l’Armistizio, rimanendo fedeli al giuramento di fedeltà fatto alla Patria.” La cerimonia è stata coordinata dal consigliere comunale Riccardo Buscemi, Vice Presidente del Consiglio Comunale di Pisa e Presidente della Sezione “Nicola Ciardelli” di Pisa dell’Associazione Artiglieri. Dopo la deposizione della corona, il momento più significativo è stato quello della lettura dei pensieri e poesie preparate dagli studenti della Scuola Gamerra, non presenti fisicamente per motivi di prudenza legati al COVID, ma spiritualmente vicini con le loro riflessioni. “D’accordo con il Sindaco” ha detto Buscemi “raccoglieremo questi elaborati in una pubblicazione a cura del Comune”. Alla memoria di Gamerra e dei suoi commilitoni fu concessa la Medaglia d’Oro al Valore Militare con la seguente motivazione: “Mentre accorreva col suo gruppo privo di scorta a sostenere reparti duramente impegnati coi tedeschi, scontrandosi con soverchianti forze germaniche e ricevuta intimazione dal comandante di queste di consegnare le armi e gli automezzi, opponeva un fiero e deciso rifiuto. Attaccato d’improvviso con mitragliatrici e cannoni accettava l’impari lotta ed opponeva con ogni mezzo accanita resistenza, guidando i suoi artiglieri con la voce e con l’esempio in una lotta disperata. Cadeva colpito a morte col nome d’Italia sulle labbra, fedele al suo giuramento di soldato, abbracciato alla mitragliatrice che egli stesso faceva funzionare, avendo sostituito il mitragliere mortogli accanto. Pura affermazione nel tragico momento che la Patria attraversava del sentimento del dovere dell’Ufficiale italiano al servizio di un ideale e promessa luminosa per l’avvenire d’Italia.» Stagno, località Tombolo (Livorno), 9 settembre 1943 I caduti furono sepolti nel cimitero di Riglione, ma quando le truppe tedesche abbandonarono la zona fecero saltare le tombe con la dinamite in segno di spregio. Oggi una lapide commemorativa collocata sulla parete esterna del cimitero li ricorda, unitamente alla statua di bronzo collocata sul piazzale antistante.

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