Pisamover, sospeso il servizio: "Eravamo sulla strada giusta, poi è arrivato il Covid"

Dal 1° novembre il servizio navetta che collega aeroporto e stazione è stato sospeso ed è stato attivato un autobus sostitutivo. Il presidente Thomas Erlacher: "Situazione in divenire, impossibile fare previsioni"

Chiude il parcheggio scambiatore sull'Aurelia, resta invece aperto quello di via Goletta. Sospeso inoltre il servizio navetta e attivato il bus sostitutivo. Sono le novità che riguardano il Pisamover. A partire da ieri, 1 novembre, è stato infatti rimodulato il servizio della metropolitana di superficie che collega la stazione centrale all'aeroporto di Pisa. Ne abbiamo parlato con il presidente del Consiglio di Amministrazione di Pisamover Spa, Thomas Erlacher.

Presidente, come mai questa scelta? E fino a quando durerà questa rimodulazione?

Si tratta di una decisione condivisa con il Comune di Pisa e necessaria per ridurre i costi di gestione del servizio. La seconda ondata del Covid, come già a marzo scorso, ha generato una drastica riduzione dei passeggeri aeroportuali che sono il nostro target principale di utenti. Non sappiamo quanto durerà, dipenderà da come si evolverà la situazione attuale.

Con l'aumento dei biglietti previsto nel nuovo piano economico finanziario le cose stavano funzionando meglio. Come ha influito l'emergenza Coronavirus sui vostri bilanci?

Il bilancio 2019 si era concluso con una perdita di circa 1,5 milioni di euro. Tuttavia negli ultimi mesi dell'anno e nei primi mesi del 2020 le cose stavano andando piuttosto bene, in linea con quelle che erano le previsioni. Poi è arrivato il lockdown, con il conseguente divieto di muoversi e il calo dei passeggeri aeroportuali. Da marzo a maggio il servizio è stato sospeso. Siamo ripartiti a giugno ma anche nei mesi estivi i passeggeri del Galilei sono stati circa 1/4 rispetto a quelli dello scorso anno. Ora siamo nel mezzo della seconda ondata. Tutto il trasporto pubblico sta vivendo una situazione difficile e in questo momento è impossibile fare previsioni. La direzione presa era quella giusta e le cose stavano andando meglio anche per quanto riguarda i parcheggi.

In che senso?

Abbiamo fatto diverse campagne pubblicitarie per far conoscere il servizio ai pendolari toscani. Le nostre tariffe sono molto competitive. La sosta breve, cioè 18 ore, costa 2,5 euro e comprende anche il biglietto dello shuttle per raggiungere la stazione ferroviaria, mentre gli abbonamenti mensili partono da 30 euro al mese. Abbiamo cercato di promuovere il servizio e i risultati si sono visti, con un incremento della sosta che è andato dal 50 al 70%, sia prima che dopo il lockdown.

Come vi state muovendo per far fronte alle minori entrate determinate dal Covid? Sarà necessario rivedere nuovamente il Piano economico finanziario?

Dovremo attivare un confronto con il Comune e con le Regione e trovare una soluzione per far proseguire il progetto. Sono inoltre previsti dei fondi nazionali per il trasporto pubblico locale a cui proveremo ad accedere. Ovviamente dipenderà sia dalla consistenza di questi fondi che da come si evolverà la situazione a livello globale.

Si era parlato di un possibile ingresso in società di Toscana Aeroporti. A che punto sono le trattative?

E' vero a fine 2019 e inizio 2020 abbiamo avuto diversi incontri e valutato diverse possibilità, dalla gestione comune dei parcheggi ad un ingresso in società. Con il lockdown le trattative si sono interrotte. Riprenderanno quando sarà finito questo periodo.

Quali sono le prospettive? Quando si può immaginare una ripresa?

Noi dipendiamo fortemente dal turismo e dall'aeroporto. Gli studi degli operatori prevedevano una ripresa a inizio 2021, prima intorno al 30% per poi salire progressivamente al 50-60% durante l'estate. Si tratta di studi di un mese fa, poi abbiamo visto la piega che ha preso la pandemia. In questo momento è impossibile fare previsioni.

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