Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Piscina comunale, troppi costi per la Canottieri Arno: "Numeri insostenibili per qualsiasi associazione sportiva"

L'associazione fa i conti sulle spese di manutenzione e avvisa che "ci saranno conseguenze su organizzazione e dipendenti"

La Canottieri Arno, con il suo presidente Davide Ghelardi, spiega i motivi per cui ha recesso dall'accordo con l'amministrazione per la gestione della piscina comunale, convenzione che sarebbe scadutoa ad agosto. Il Comune, intanto, ha già lanciato il nuovo bando per una nuova "gestione ponte" di due anni. Il centro del problema restano però gli alti costi di manutenzione ordinaria.

Ghelardi, nella sua lettera alla cittadinanza, fai conti: "L’emergenza sanitaria ancora in corso permette alle piscine di svolgere solo attività agonistiche e queste per loro natura non producono utili. In tale situazione, i costi di gestione dell’impianto natatorio di Barbaricina divengono oggettivamente insostenibili. Si tratta di costi elevatissimi perché la struttura è tecnologicamente obsoleta ed altamente energivora. Solo uno sfruttamento a pieno regime di tutti gli spazi acqua (tramite corsi di nuoto, attività natatoria di base, acqua gym e altre attività a carattere sportivo/ricreativo) avrebbe permesso in questo momento al gestore di coprire le spese fisse senza andare in perdita. Mantenere aperto l’impianto per i soli atleti agonisti significherebbe per la Canottieri Arno sostenere un costo di gestione di oltre 25mila euro mensili (quasi tutti per consumi energetici). Tenuto conto che le rette degli agonisti portano nelle casse dell’associazione circa 10mila euro al mese, è evidente che mantenere aperto l’impianto nell’attuale situazione comporta una perdita di oltre 15mila euro al mese (150mila euro di perdita da novembre ad agosto, data di scadenza naturale della concessione)".

Il piano per mantenere sostenibilità, secondo Ghelardi, ci poteva essere: "Sarebbe occorso un accollo da parte dell’amministrazione comunale dei consumi energetici oltre ad una proroga triennale della gestione (quest’ultima è una possibilità espressamente prevista dal 'Decreto Rilancio' per tutte le Amministrazioni proprietarie degli impianti sportivi). Soltanto in questo modo sarebbe stato possibile per la nostra associazione tentare di recuperare le perdite subite con la forzata chiusura fino alla normale ripresa delle attività. Diamo volentieri atto del generoso sforzo del Comune, il quale ci ha offerto un contributo economico di 10.800 euro con la rinuncia al canone di gestione da noi dovuto per il corrente anno. Sfortunatamente, tale importo avrebbe coperto solo una modestissima parte delle perdite che avremmo accumulato sino al prossimo agosto".

Nei mesi di settembre e ottobre 2020 la Piscina, pure se regolarmente aperta, ha comunque registrato un calo di oltre il 40 % delle iscrizioni, fra limiti di accesso e preoccupazioni degli utenti. Una perdita di incassi di 60mila euro rispetto al medesimo periodo del 2019, segno che anche se potesse ripartire tutto a pieno regime, coprire i costi sarebbe comunque impossibile. "Si tratta di numeri insostenibili - conclude il presidente - in mancanza di una prospettiva temporale per il loro ripianamento per qualunque realtà sportiva come la nostra".

Lo stop è stata una "sofferta decisione di responsabilità" si legge nella lettera. "Confidiamo comunque - conclude Ghelardi - che questa decisione, che avrà inevitabili conseguenze sull’assetto organizzativo e sui dipendenti, venga compresa e condivisa dalla cittadinanza, alla quale chiediamo di continuare a sostenere la nostra storica Associazione".

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