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Domenica, 3 Luglio 2022
Cronaca

Pitbull usato come arma in centro a Pisa: "Non esistono cani cattivi, ma cattivi padroni"

Lndc Animal Protection sostiene la campagna 'Nelle mani giuste' contro i pregiudizi ai danni dei pitbull

Se il cane viene fatto agire in modo aggressivo, la responsabilità è del padrone. E' il concetto che esprime l'associazione Lndc Animal Protection, commentando l'episodio violento di alcuni giorni fa in centro a Pisa, dove un 62enne del posto senza fissa dimora ha picchiato per strada una donna di colore, inveendo con frasi razziste e incentivando poi il cane che aveva con sé, un pitbull, ad attaccare l'agente di Polizia intervenuto. Lndc Animal Protection ribadisce la recente campagna di sensibilizzazione #nellemanigiuste, con Raffaella Mennoia come testimonial.

"Questa persona è senza dubbio aggressiva, violenta e instabile sia psicologicamente sia emotivamente - argomenta Piera Rosati, presidente di Lndc Animal Protection - un pericolo pubblico per altre persone e animali. Da tanti anni ci battiamo per sensibilizzare persone e opinione pubblica sui pitbull, razza ghettizzata dalla cronaca nera e, più di altre, tanto forte fisicamente quanto fragile caratterialmente, capace di sottomettersi completamente all'essere umano. Nelle mani sbagliate, può diventare potenzialmente pericoloso. Chi conosce e ama gli animali sa che non esistono 'cani cattivi', esistono quasi sempre cattivi uomini e cattivi 'padroni', come in questo caso".

Il cane è stato attualmente sequestrato e affidato a un canile della zona. Il pitbull, ricorda ancora l'associazione, "è lo specchio del proprio compagno umano, come accade anche per gli altri cani", ma in questo caso la sua natura lo può rendere maggiormente pericoloso se nelle "mani sbagliate". Questo, infatti, il concetto cardine della campagna di sensibilizzazione 'Nelle mani giuste', che Lndc Animal Protection ha lanciato l’anno scorso con due obiettivi: da un lato fare chiarezza, e informazione, su chi sia davvero questo molosso, dall’altro incentivare l’adozione, a casa o a distanza, di questa tipologia di cane per sgretolare, una volta per tutte, la cattiva ed erronea fama che troppo spesso lo precede. L’anno scorso l’Associazione ha soccorso 3.558 pitbull, ne ha curati e accuditi nei propri rifugi 1.236 e ha impegnato in questo progetto oltre 600 volontari.

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