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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca Centro Storico / Lungarno Mediceo

Nuovi locali su Lungarno Mediceo per la Pizzeria Chimenti

La storica pizzeria ha inaugurato la nuova sala nel cuore della città della Torre

La Pizzeria Chimenti scrive una nuova pagina della sua gloriosa storia. Un'avventura lunga 93 anni, cominciata a Pisa nel 1929 e che oggi torna nel cuore della città con un locale accogliente e rinnovato, al civico 66 del Lungarno Mediceo, a due passi da Piazza Garibaldi. A festeggiare l'inaugurazione della nuova sede insieme al titolare della Pizzeria Chimenti Special, Giuseppe 'Beppe' Ariti, con la moglie Annalisa e i figli Fabio e Priscilla, il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli, con l'assessore al Commercio di Pisa Paolo Pesciatini, Irene Della Croce e Alessio Giovarruscio, rispettivamente responsabile area assistenza alle imprese e responsabile area sindacale di Confcommercio Provincia di Pisa.
“Siamo felici di vedere una storica pizzeria pisana come Chimenti rinnovarsi e rilanciarsi in un locale moderno, ma dove si respirano la storia, la tradizione e la passione che l'hanno resa unica e inimitabile in oltre 90 anni di attività - afferma il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli - un'apertura che porta un importantissimo valore aggiunto per la qualità e l'offerta del centro storico di Pisa”.
“La ripartenza della città passa anche dalle nostre attività d'eccellenza - commenta l'assessore al Commercio di Pisa Paolo Pesciatini - ed è un immenso piacere rivedere nel centro della città un locale così importante, capace di valorizzare l'offerta gastronomica cittadina e promuovere un prodotto unico e apprezzato come la pizza pisana”.

La storia della Pizzeria Chimenti comincia nel 1929, quando Italo Collodi e Costantino Chimenti all'età di 30 anni arrivano a Pisa dalla provincia di Lucca per cercare fortuna. “Collodi compra un forno già avviato dalla fine dell'Ottocento, nascosto in un vicolo appena dietro Borgo Stretto - racconta Giuseppe Ariti, titolare della Pizzeria Chimenti Special - alle specialità del forno, cecina e castagnaccio, Collodi aggiunge la pizza. Costantino Chimenti invece trova un fondo sotto i portici di Piazza della Berlina, costruisce un forno a legna e apre una pizzeria dandole il suo nome: Pizzeria Chimenti. Possiamo dire che inizia così la storia della pizza pisana. Una pizza rossa condita con i capperi e le acciughe spagnole, la mozzarella é arrivata solo nel dopoguerra. Siccome il lavoro era tanto e bisognava servire in fretta, il condimento era posato sulla base cotta in precedenza che poi veniva ripiegata, e da lì é nata la pizza rigirata alla pisana, la pizza pisana alla vecchia maniera”.
Le vicende di questi pizzaioli pisani sono spesso intrecciate tra loro per ragioni di parentela, di successione o di bottega. “Sauro Chimenti, figlio di Costantino, aprì nel 1952 una pizzeria in Corso Italia al numero 15. Sia per la qualità della pizza che per la modernità del locale il successo fu immediato. Un articolo di quell'epoca scrive : '.... dal soffitto sporgente, alla cappa, dal banco ai tavoli ed alle lampade, tutto é un continuo intrecciarsi di rette parallele e perpendicolari con i caratteri del cubismo e dell'ultra moderno'. E' questa del civico 15 di Corso Italia la storica pizzeria che i pisani per decenni hanno chiamato il Chimenti. Arriviamo poi negli anni '70” prosegue Giuseppe “quando un gruppo di fratelli siciliani con a capo una mamma molto intraprendete, la signora Dell'Agli, rilevarono la pizzeria mantenendo, per volere di Sauro, il nome Chimenti che ormai era diventata una garanzia. Questa famiglia di pizzaioli che ha imparato l'arte direttamente da Sauro in Corso italia l'ha tramandata ai figli che gestiscono diverse pizzerie che fanno la pizza alla pisana”.
"Siamo una grande famiglia di pizzaioli e abbiamo tutti cominciato da lì - ricorda Giuseppe - la storia della pizza pisana é fatta di intrecci, ramificazioni e connessioni come in un albero genealogico lungo più di un secolo. Oggi ci sono molte offerte culinarie di tutto il mondo, in particolare in città, ma noi cerchiamo di portare avanti questa tradizione per farla conoscere anche alle nuove generazioni. La pizza pisana è e sarà un prodotto tipico che la nostra città deve mantenere vivo e noi lo portiamo avanti orgogliosamente”.

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