Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca

Centro trapianti a Pisa, commento amaro del chirurgo: attacco ai "piani alti della politica"

Post polemico l'ultimo dell'anno da parte di Daniele Pezzati che sottolinea i sacrifici del proprio mestiere e denuncia la minaccia di depotenziamento del centro. L'Aoup prende le distanze dalle affermazioni del medico

(foto d'archivio)

E' diventato virale, con oltre 11mila condivisioni, circa tremila commenti e oltre 29mila 'mi piace', il post su Facebook di un chirurgo dell'Azienda Ospedaliero Universitaria di Pisa, Daniele Pezzati, in forze al Centro trapianti di Cisanello. Un vero e proprio sfogo in difesa del suo lavoro e di quello dei colleghi anche contro i politici "che cercano disperatamente una scusa per depotenziarci e aprire un (inutile) ulteriore centro a Firenze''.

Il post era nato come occasione per fare gli auguri di buon anno in anticipo agli amici perché, appena finito di effettuare un trapianto di fegato (il 160 in un anno, un record in Italia), era stato nuovamente chiamato per un nuovo intervento. "Non c'è stato tempo di festeggiare se non con un rapido caffè perché siamo ripartiti subito per prelevare un altro fegato per il trapianto 161...", aveva scritto il medico.

Poi, rivolgendosi ai "piani alti della politica", e sottolineando che si tratta di "gente che, mentre facevo oltre cento notti di lavoro nel 2018, 700 ore di lavoro notturno, migliaia di km in auto aereo ed elicottero per andare a prelevare organi, dormiva comodamente nel proprio letto salvo poi riempirsi la bocca con i risultati miei e dei miei colleghi", aveva aggiunto: "A volte vorrei dire a questa gente di venire a farseli i trapianti, così io potrò passare le domeniche, Ferragosto, Natale, capodanno con i miei figli e fare il 'posto fisso' alla Checco Zalone, con 6.20 ore al giorno e stop".

"Ieri sera mio figlio - aveva proseguito - era triste perché non giocavo con lui e me ne andavo a lavoro. Io più triste di lui gli ho risposto che dovevo aiutare un tato che stava male. Non sa cosa vuol dire ma dice con fierezza che il suo babbo fa i trapianti e lo vuole fare pure lui. Sono fiero di ciò che faccio - aveva concluso Pezzati - ma stanco di vedere la sanità gestita da politici incompetenti che mi spremono come un limone non riconoscendo il 
sacrificio che costa fare ciò che faccio".

Sul post è intervenuta l'assessore regionale alla Sanità Stefania Saccardi che ha commentato: "Come ho più volte ribadito, sia in occasioni pubbliche che in comunicazioni istituzionali, il Centro trapianti di fegato di Pisa è un'eccellenza nazionale, la sua attività non è messa in discussione da nessuno, e non c'è alcuna intenzione di depotenziarlo da parte della Regione. Chiunque si renda responsabile di dichiarazioni totalmente infondate, tali da suscitare allarme nei cittadini sarà chiamato a risponderne personalmente, anche attraverso l'adozione di provvedimenti disciplinari laddove ne ricorrano gli estremi".

L'Aoup prende le distanze dalle affermazioni del chirurgo

A sottolineare l'importanza del centro trapianti anche l'Aoup. L'azienda evidenzia che il centro diretto dal professor Paolo De Simone chiude il 2018 raggiungendo un altro traguardo: le 161 procedure eseguite durante l’anno pongono infatti Pisa al vertice della classifica nazionale e ai primi posti nel panorama internazionale.
"Il numero di trapianti di fegato effettuati a Pisa è in costante crescita ormai da anni: 119 nel 2015, 136 nel 2016, 142 nel 2017. Ciò sarebbe impossibile senza il sostegno di tutta la struttura regionale: l’assessore Stefania Saccardi più volte ha ribadito la centralità del centro pisano nel panorama toscano e recentemente lo stesso presidente Enrico Rossi ha chiesto alla direzione aziendale di redigere un progetto che serva a rinforzare e sviluppare i punti di forza dell’Aoup tra cui, naturalmente, il centro di trapianti di fegato - si legge in una nota dell'azienda sanitaria - non c’è insomma alcuna intenzione di duplicare altrove un centro che da anni si è dimostrato in grado di sopperire alle necessità di tutta la Toscana. Non avrebbe senso disarticolare la complessa struttura di cui l’intervento chirurgico è solo una delle fasi: il trapianto è possibile grazie a una rete regionale e nazionale che recupera gli organi e segue i pazienti trapiantati. Pisa è il centro regionale e uno dei centri nazionali di quella rete. Anche le osservazioni critiche giunte dal Centro nazionale trapianti servono come pungolo per cercare di migliorarsi. L’obiettivo è quindi continuare a crescere, sia quanto a numero di interventi, sia sviluppando, come già fatto nel 2018, innovative linee trapiantologiche".

"Tali risultati non sarebbero raggiungibili senza il contributo delle equipe di medici, chirurghi, infermieri e tecnici che erano in servizio anche durante le feste natalizie: in centinaia, in tutti i reparti dell’ospedale, hanno lavorato per garantire assistenze e cure ai cittadini - proseguono dall'Aoup - non tutti tengono nel dovuto conto questo sforzo collettivo, che comprende sia chi lavora nelle sedi operative, sia chi ha il compito di prendere decisioni, lasciandosi andare talvolta, in modo inopportuno e superficiale, a esternazioni che evocano minacce totalmente inesistenti e sottolineando situazioni lavorative che sono, in realtà, l’assoluta normalità attesa in tutti gli ospedali del mondo per chi, come gli operatori sanitari, ha deciso di dedicare la propria vita professionale alla cura e all’assistenza".

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