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Martedì, 25 Gennaio 2022
Cronaca

Strascichi polemici per la battaglia Sant'Anna-Normale: "La goliardia è bella finché è un gioco"

Un gruppo degli studenti della Normale prende le distanze da cori e scritte discriminanti espresse durante la manifestazione dai santannini

Una goliardia troppo sopra le righe. Dopo lo stop causa pandemia si è svolta la sera di sabato 6 novembre la tradizionale sfida fra Normale e Sant'Anna a colpi di gavettoni, presso il parcheggio di via Paparelli. Uno scontro acceso, come sempre, da sfottò, cori, invenzioni ed invettive. I toni però non sono piaciuti ad un gruppo di studenti della Normale, che in una nota denunciano "affermazioni omofobe e discriminanti" rilanciate da "una parte del corpo allievi" santannino, con il mònito: "la goliardia non può diventare un momento di discriminazione e oppressione".

"Ci fa tristezza notare - scrive il gruppo di normalisti - che i nostri colleghi di una scuola di eccellenza pensino di incentrare il loro spettacolo iniziale su cori omofobi, con frasi quali 'la gente come voi ha l'Aids o 'fr*i', o che gli scudi rubati ad alcuni ragazzi della Scuola Normale siano stati 'vandalizzati' con scritte come 'gay' o, di nuovo, 'fr*io'. Una guerra di gavettoni dovrebbe essere un momento di svago, per i partecipanti e per il pubblico, ma così non va".

"Questa goliardia non ci piace più - insistono - è anche per questo motivo che alla fine del lancio dei gavettoni abbiamo esposto uno striscione con la scritta 'Fate l'amore, non fate matricola', invitando i nostri colleghi a ripensare la loro idea di goliardia, che ha preso sempre più la forma di un nonnismo esercitato dagli allievi più grandi nei confronti dei più piccoli. Speriamo che col tempo si vadano ad attenuare alcune dinamiche scomode e spiacevoli: la Guerra tra Normale e Sant'Anna è sempre stata un momento divertente e speriamo che possa continuare ad esserlo".

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