Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Supermercati aperti il Primo Maggio, "sui social si sapeva prima dell'ordinanza": sindacati all'attacco

Critiche di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs alla Regione Toscana, confermato lo sciopero della media e grande distribuzione

"Alcune ore prima dell’ordinanza regionale che consentiva l’apertura dei supermercati la mattina del Primo Maggio, alcune aziende già avevano informato i loro clienti sui social che sarebbero state aperte, con orari poi successivamente inseriti nell’ordinanza. Chiediamo che a spiegarci come sia stato possibile questo evidente episodio di preveggenza, ai limiti del paranormale, sia il Governatore Giani". I segretari toscani di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs, rispettivamente Stefano Nicoli, Alessandro Gualtieri, Marco Conficconi, attaccano sulle aperture festive: "Quando nel comunicato di ieri abbiamo parlato di ‘una politica inaffidabile e completamente in mano alla lobby della grande distribuzione e delle associazioni datoriali del commercio' evidentemente avevamo colto nel segno".

Per domani, sabato Primo Maggio, i sindacati hanno confermano lo sciopero e l’astensione dal lavoro dei lavoratori e delle lavoratrici della media e grande distribuzione. "La sensazione, assai sgradevole - proseguono - è che la Regione agisca sotto dettatura di pochi soggetti economici e delle loro potenti associazioni datoriali, più che tenere conto dei diritti dei lavoratori e del bene dei cittadini che li hanno eletti, in nome e per conto dei quali dovrebbero governare. Di certo questa scelta scellerata, compiuta oltretutto con un bruttissimo voltafaccia, dimostra come le ragioni dei registratori di cassa pesino più di quelle della storia, della sicurezza e dei valori del mondo del lavoro. E’ doloroso constatarlo alla vigilia del Primo Maggio".

Il sindacato Cub Pisa interviene con una nota: "I sindacati che da anni scioperano contro il lavoro al 1 Maggio sono gli stessi ad avere sottoscritto i contratti nazionali che permettono il lavoro nella festa dei lavoratori o demandano alla contrattazione di secondo livello il compito di decidere sui giorni festivi di apertura. Ma ben presto alla contrattazione aziendale è subentrato il diktat dell'impresa, a conferma che ogni concessione alle richieste datoriali si trasforma in cocente sconfitta aumentando i tempi di lavoro e riducendo tutele individuali e collettive. La politica non dovrebbe essere sorda alle richieste dei lavoratori che in realtà sono abbandonati al loro destino. E la ordinanza della Regione Toscana è un esempio eloquente".

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