Cronaca

La Polisportiva La Cella in Commissione: il "rispetto per il sociale" sul tavolo della politica

Audizione in Seconda Commissione Consiliare per i gestori, con decine di persone sotto le Logge a manifestare. Le minoranze chiedono un confronto con l'assessore Gambaccini

Lo striscione in Logge dei Banchi durante il presidio di solidarietà (foto Vecchio Cep/Facebook)

In collegamento con i commissari da sotto al Comune. Così i gestori della Polisportiva La Cella, Luciano Sorrentino ed Emily Dei, hanno partecipato alla Seconda Commissione Consiliare del Comune di Pisa, ieri pomeriggio 12 aprile. L’audizione, originariamente, era stata richiesta prima che scoppiasse la polemica con l’assessore al Sociale Gianna Gambaccini. Il confronto (fra gestori e commissari, l’assessore non c’era) ha toccato solo a tratti la vicenda sfociata in querele, per quanto la presenza di decine di manifestati sotto le Logge fosse dovuta proprio alla risposta di solidarietà espressa dalle varie realtà popolari cittadine nei confronti di Luciano ed Emily.

Al centro della discussione, dopo quasi due ore in cui non sono mancati momenti di animi accesi, è finita non solo - e forse non tanto - l'attività sociale in sé svolta dalla Polisportiva, apprezzata dai commissari, quanto il ruolo che le istituzioni hanno, o dovrebbero avere, nei confronti della struttura e della sua gestione. Sull'opportunità che tale attività venga svolta e secondo quali regole. Il quadro della situazione è via via emerso con le risposte di Luciano ed Emily alle domande dei componenti della Commissione Consiliare.

Prima di tutto, cosa avviene alla Polisportiva. In vari momenti Luciano ha spiegato che "assicuriamo ospitalità 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Siamo una onlus, sono 14 anni che sto a La Cella, aspetto ancora la concessione ma posso aspettare ancora, io continuo senza chiedere niente a nessuno. Facciamo la spesa per chi ha bisogno, facciamo fare docce calde alle famiglie a cui hanno staccato il gas, accompagnamo persone al Sert, aiutiamo i figli delle mamme disperate con percorsi di recupero dalla droga".

"Uso il calcio per fare attività sociale, non c'è settore giovanile, siamo anomali in questo". Poi: "L’attività ci è cresciuta in mano in 7 anni a questa parte, siamo rimasti in 3 a gestire e uno purtroppo ha gravi problemi di salute. Facciamo beneficenza, attività ricreative, ripetizioni… è difficile definirci". Ancora: "Non ho protocolli, ho gli spogliatoi: se mi si presenta qualcuno alle 22 che mi dice 'ho freddo', lo lascio fuori? Ho stanze con brandine d'emergenza, un posto e un pasto caldo da noi si trova sempre".

Attività ancora più specifica e delicata viene descritta da Luciano nell'ambito della droga: "Una o due volte a settimana sono al Sert. Anche se vorrei starne lontano. Se faccio uso di droga e divento dipendente di altra sostanza, è difficile uscirne. Io sono contrario. Io posso fare un progetto, una convenzione con l'Uepe. Ho il sostegno medico, se ho bisogno chiamo qualcuno. Non è un problema di convenzione con l'Usl, è questione di cultura ed esperienza. Siamo a più di 300, ho percentuale alta di recuperi col mio metodo. Fossi riconosciuto da qualche istituzione farei una vita piu serena".

Sul punto dell'accusa di 'far lavorare le persone', giudizio espresso dalle presunte dichiarazioni della Gambaccini: "Gli ospiti che vengono a chiedere aiuto, che stanno un periodo, partecipano alla vita quotidiana. Si rigoverna, si taglia l'erba, si dà una mano. C'era gente che prendeva metadone e dopo 15 giorni ha smesso. Non è lavorare, è partecipare a una famiglia, è un percorso terapeutico, prendersi cura di se stesso".

Luciano in seguito conferma che "non ho convenzioni con la Società della Salute, abbiamo avuto rapporti ma poi le cose sono andate in altra direzione". Tuttavia dice anche di aver ricevuto dall'ente "un contributo di 2mila euro per aver accolto tre persone, soldi utili per lavori alla struttura. Ho 5 campi, percorsi alternativi alla droga, ho una ventina di casi in entrata per regimi alternativi al carcere".

Le parole in Commissione di Luciano, oltre a descrivere l'attività della Polisportiva, hanno sottolineato, come evidenziato in particolare dalla consigliera della Lega Maria Punzo, l'assenza di protocolli e convenzioni con le istituzioni territoriali. Sembra quindi assente una 'copertura normativa dall'alto', comportando quindi, di fatto, possibili irregolarità.

Sul punto le minoranze (Trapani - Pd, Amore - M5S, Auletta - Diritti in Comune, Veronese - Patto Civico) hanno in coro ribadito come la realtà della Polisportiva svolga attività da anni, senza che questi aspetti formali siano mai stati sollevati. Che anzi la competenza degli stessi sia del Comune, della Sds, delle istituzioni. Per questo la richiesta, in conclusione di Commissione, è stata quella di convocare l'assessore e presidente Sds Gianna Gambaccini a relazionare sul tema.

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