Chiuso il ponte lungo la SRT 206 per lavori di manutenzione

Un intervento previsto in 45 giorni. Ammesse deroghe per trasporto pubblico e mezzi pesanti. Confcommercio boccia la decisione

Lavori di manutenzione straordinaria, con demolizione e totale ricostruzione, del ponte sulla strada Pisana Livornese tra Vicarello e l'incrocio con l'Arnaccio al km 37+320  lungo la SRT 206: il cantiere a cura della Provincia di Pisa prenderà il via il prossimo 24 ottobre con la chiusura della viabilità. Ieri si è tenuta nella Sala del Consiglio una riunione di concertazione e informazione per discutere le modalità operative di svolgimento degli interventi.

LA SCELTA. La Provincia di Pisa ha portato al tavolo di concertazione due ipotesi di intervento: una chiusura totale della circolazione per 45 giorni oppure la possibilità di effettuare un senso unico alternato per un totale di 120 giorni. Ascoltate tutte le posizioni delle associazioni di categoria intervenute (Casartigiani, Confesercenti Toscana Nord, Confcommercio Pisa, Coldiretti Pisa, Cna), e del sindaco di Cascina, Michelangelo Betti, i partecipanti sono arrivati a una positiva soluzione di compromesso approvata da tutti i soggetti intervenuti, con l'eccezione di Confcommercio, consistente nel partire dal prossimo 24 ottobre con una chiusura totale al transito e nel fare, dopo due settimane di lavorazioni, una verifica dello stato dell'opera contemplando anche la possibilità di passare eventualmente ad un senso unico alternato. 

"Abbiamo ascoltato con partecipazione le giuste preoccupazioni di tutte le associazioni di categoria - dichiara il presidente della Provincia Massimiliano Angori - circa la tenuta del tessuto economico e produttivo in questo contesto socioeconomico così particolare a causa della pandemia, e abbiamo trovato un giusto punto di equilibrio tra la necessità di intervenire subito e rapidamente per mettere in sicurezza il ponte, dal momento che si tratta di un intervento non più rimandabile a beneficio dell'incolumità degli utenti della strada, e monitorare le difficoltà derivanti dalla chiusura. La scelta della chiusura totale per 45 giorni è una sfida che ci impegna tutti e ci siamo presi l'impegno di concludere l'opera prima dell'avvio delle feste, quindi entro la prima settimana di dicembre pensiamo, salvo imprevisti, di riuscire a riaprire completamente al traffico". Questa soluzione e questo impegno hanno trovato appoggio in tutte le associazioni di categoria e negli enti intervenuti (Comune di Cascina, Comune di Collesalvetti, CTT nord) mentre la sola Confcommercio avrebbe preferito la soluzione dei 120 giorni di senso unico alternato.

"Il cantiere, inoltre, consentirà il passaggio eccezionale del trasporto pubblico locale in particolari fasce orarie sensibili, per il trasporto scolastico e il pendolarismo lavorativo, consentendo il passaggio di 26 corse giornaliere che quindi non dovranno effettuare percorsi alternativi. La Provincia dunque vuole conciliare con queste modalità operative le varie esigenze della popolazione, partendo dalla priorità relativa alla sempre maggiore sicurezza dell'infrastruttura. E per raggiungere questo obiettivo le lavorazioni saranno effettuate anche nella giornata di domenica", spiega il consigliere con delega alla Viabilità e Infrastrutture Sergio Di Maio.

I TEMPI. La chiusura è prevista a partire da sabato 24 ottobre. Domenica 25 già sarà operativa la ditta incaricata dei lavori, e a partire da lunedì 19 verranno poste tutte le opportune segnalazioni della imminente chiusura. "I materiali per la completa ricostruzione del ponte sono già pronti e disponibili, hanno dichiarati i tecnici della Provincia, e questo ci rassicura sulla possibile rapidità dell'intervento, dopo l'esperienza positiva che ci ha portato, per il ponte al km 38+550, a riaprirlo in anticipo sui tempi ai primi del mese di settembre scorso. Entro la metà di novembre il tavolo di concertazione con le categorie verrà riconvocato per fare il punto sullo stato dei lavori" sottolinea il presidente Angori.

IL 'NO' DI CONFCOMMERCIO. La decisione di chiusura totale della circolazione ha trovato la contrarietà di Confcommercio Pisa che in una nota spiega le ragioni della sua opposizione. “Tutti d'accordo sulla chiusura totale escluso Confcommercio - commenta il coordinatore sindacale Alessio Giovarruscio - per almeno 45 giorni, nella migliore delle ipotesi, ammesso che i lavori inizino già il prossimo 24 ottobre, quell'arteria fondamentale nel collegamento tra le due province di Pisa e Livorno resterà chiusa completamente al traffico, e ai disagi di nuove restrizioni governative e di una economia ormai quasi senza ossigeno, si aggiungeranno quelli ulteriori di lavori così fortemente impattanti sul lavoro delle imprese, soprattutto del commercio e dei servizi”. “Lavori che, spalmati in un tempo più lungo, si possono realizzare anche in condizioni di senso unico alternato, come confermato dagli stessi tecnici della Provincia - aggiunge Giovarruscio - ma purtroppo, questa che per noi rappresenta la soluzione meno dirompente e dolorosa per tutti, per quanto fattibile, è stata inopinatamente scartata. Il risultato è che alla fine vincono tutti, meno chi fa impresa nel commercio e nei servizi, e chi lavora i cui disagi e difficoltà non sono stati in alcun modo presi seriamente in considerazione”. “Questa decisione di chiudere al traffico alla fine soddisfa la Provincia che l'ha fortemente caldeggiata e chi opererà nel cantiere perché avranno meno noie e fastidi - aggiunge Giovarruscio - soddisfa il trasposto pubblico locale, che eccezionalmente sarà privilegiato e autorizzato in via esclusiva ad attraversare il ponte anche durante i lavori. Soddisfa i mezzi pesanti che in ogni caso preferiscono una tempistica dei lavori più ristretti. Ma tutti gli altri portatori di interessi, le piccole e medie imprese del territorio, i lavoratori e i pendolari, persino semplici cittadini, dovranno affrontare un altro mese e mezzo di una nuova via crucis, con grandi disagi e ulteriori costi aggiuntivi”. “La Provincia ha deciso di far pagare il costo della sistemazione del ponte interamente alle piccole imprese e ai lavoratori. Una decisione iniqua che vede tutta la nostra contrarietà” conclude Giovarruscio.

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