Cronaca

Porte blindate alle case popolari di Sant'Ermete, il Comune: "Sono solo calunnie"

I Cobas avevano affermato che il Comune avrebbe speso migliaia di euro per blindare le porte in modo da evitare future occupazioni, ma l'amministrazione comunale respinge ogni accusa

Il progetto di Sant'Ermete

Nessuna porta blindata è stata posta a protezione delle case popolari sfitte del quartiere Sant'Ermete. Respinge le dichiarazioni di Cobas e Spazio Popolare Sant'Ermete l'amministrazione comunale. "Gira voce che il Comune starebbe per spendere decine di migliaia di euro per blindare con porte apposite e impianti di video sorveglianza le case sfitte - si legge in un comunicato - l’amministrazione comunale respinge queste calunnie e precisa che nessuna porta blindata è stata posta e che l’intero sistema d’allarme costa 2mila euro al mese per 23 appartamenti. Molto? Molto meno di quanto sarebbe necessario spendere per riacquisire la casa una volta occupata. Qualcuno si domanderà perché inserire il sistema d’allarme collegato alla sorveglianza. La risposta per l’amministrazione comunale l’ha data l’assessore Zambito: 'Se nessuno minacciasse continuamente di occupare case popolari nessuno si disturberebbe a mettere gli allarmi'".

Per il resto il Comune di Pisa conferma, in accordo con Apes, che nessun dialogo, come già ci aveva detto qualche giorno fa la presidente della Società della Salute Sandra Capuzzi, sarà tenuto con chi agisce con prepotenza e violenza, calpestando i diritti di tutti. Prosegue anche l’impegno di Apes per intervenire sulle questioni aperte: è in corso la potatura degli alberi e la disinfestazione degli alloggi, lavori programmati già da tempo in seguito alle richieste fatte dal Consiglio territoriale di partecipazione.

IL PROGETTO. Le pessime condizioni delle case popolari del quartiere di Sant'Ermete hanno spinto il Comune a decidere per la loro ricostruzione, ricorrendo a contributi statali e regionali per un totale di 23 milioni di euro. Per procedere a svuotare le case che saranno abbattute, è stata progettata la costruzione di una sorta di palazzo-volano, situato in via Socci. A Sant’Ermete sono attualmente 27 gli alloggi sfitti, che, come prevede la Legge, vanno recuperati prima di essere assegnati nuovamente. Di questi 27 alloggi, 4 sono inseriti nei blocchi che saranno abbattuti per primi. Ne restano 23: di questi una parte andrà a far parte delle 'case per emergenze' che saranno assegnate esclusivamente secondo il regolamento dell’emergenza abitativa. Per gli altri appartamenti, Apes è in attesa dei fondi (1 milione e duecento mila euro) della Regione. Quei soldi saranno impegnati esclusivamente per recuperare le case popolari sfitte che saranno assegnate a chi è in graduatoria. Mentre per l’emergenza sfratti in tutta la città saranno messi a disposizione ulteriori 6 alloggi.

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