Cronaca Marina di Pisa

Porto di Marina: l'allagamento del bacino slitta ad ottobre

La Boccadarno spa ha dovuto attendere il rifinanziamento da parte delle banche che hanno accettato di sostenere il progetto nonostante i tempi difficili. Per la realizzazione di appartamenti si pensa a prime case

Avrebbe dovuto essere allagato durante l'estate, ma i lavori si sono interrotti. Così l'apertura del porto di Marina di Pisa slitta ad ottobre proprio in concomitanza con il Salone Nautico di Genova. Ad annunciarlo Stefano Bottai, presidente della Boccadarno spa, società che sta realizzando la nuova infrastruttura capace di ospitare circa 430 posti barca, 80 dei quali sono già stati venduti. Il cantiere era stato aperto il 26 aprile 2010, poi però i lavori si sono fermati in attesa del rifinanziamento da parte delle banche che garantisse liquidità alla Boccadarno spa per pagare le ditte incaricate di costruire materialmente il porto. Oggi il finanziamento è arrivato e permetterà l'allagamento del bacino nel prossimo mese di ottobre, mentre la struttura sarà terminata definitivamente entro la primavera 2013.

"Dopo alcuni mesi di difficoltà economica legata soprattutto alla crisi globale - ha spiegato Bottai - abbiamo ottenuto il rifinanziamento completo dalle banche per riuscire a completare l'intervento: un pool di banche, molte delle quali locali, insieme a Banca Popolare e Banca Intesa, ci ha concesso un'altra linea di credito di oltre 30 milioni di euro, che ci consente di procedere speditamente fino alla conclusione dei lavori".

"Questi oltre 30 milioni, che si aggiungono ai 55 già investiti finora - ha sottolineato Bottai - dimostrano che le banche credono ancora nel nostro progetto e pur in tempi difficili per la finanza mondiale hanno accettato di sostenerci".


Il piano complessivo prevede anche un'area edificabile, a ridosso dello scalo, dove realizzare appartamenti: "Visto l'andamento del mercato immobiliare - ha però precisato Bottai - valuteremo con calma come operare e probabilmente lo faremo un po' alla volta. Anche perché finora i nostri uffici hanno ricevuto una forte domanda di residenzialità e quindi potremo optare per la costruzione non tanto di seconde case per le vacanze, ma di appartamenti per le famiglie, il che ridurrebbe, naturalmente, il numero di costruzioni". (fonte Ansa)

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