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Cronaca

Poste Italiane, avanti con lo sciopero degli straordinari: "Serve un piano di assunzioni"

Slc Cgil Pisa espone i numeri e parla di organico carente ed in diminuzione, spingendo per una riflessione sul futuro dell'azienda

Poste Italiane, dal 1 marzo la Slc Cgil Toscana ha aperto in tutte le province il conflitto di lavoro per denunciare in primis la grave carenza di personale, che in tutte le divisioni ha raggiunto livelli insostenibili per garantire un normale svolgimento delle attività in tutti i settori: dal 14 marzo è partita una astensione dagli straordinari e dalle prestazioni aggiuntive che durerà fino al 13 aprile. La protesta della Toscana va ad aggiungersi alle iniziative già presenti in Emilia Romagna, Marche ed Umbria.

"Protestiamo per poter garantire un servizio migliore, per condizioni di lavoro sostenibili da un punto di vista della sicurezza e della salute dei lavoratori, per la necessità di garantire gli stessi diritti a chi è assunto con contratti a tempo determinato". Così il sindacato Slc Cgil di Pisa, per Poste Italiane, seguendo la mobilitazione regionale che dal 14 marzo prevede l'astensione dagli straordinari e dalle prestazioni aggiuntive fino al 13 aprile.

La richiesta è quella di un piano di assunzioni. "La pesante carenza di personale - spiegano il segretario Massimo Basilei della Slc Cgil di Pisa e Carlo Cantini coordinatore Slc per il settore postale - è inoltre causa di ricadute sui lavoratori per quanto riguarda trasferte, straordinari, ferie, formazione, oltre che di disservizi per l’utenza che sfociano spesso con aggressioni verbali e fisiche verso il personale. Senza dimenticare le pressioni commerciali per vendere polizze o prodotti finanziari, ormai costanti per tutte le figure professionali, e le sempre più frequenti aggressioni dell’utenza agli operatori che dall’inizio della pandemia sono spesso finite nelle cronache dei giornali".

I numeri

Negli ultimi 5 anni (2016-2021) nella filiale di Pisa c’è stata una "forte diminuzione negli organici del personale stabile in Poste: negli uffici postali, cosi come in Toscana, dove siamo passati da 4373 a 3683 (meno 690 unità pari a meno 15,8%) e nel comparto recapito logistica da 3568 a 2678 (meno 890 unità pari a meno 24,9%). In tutto, meno 1.580 tra lavoratori e lavoratrici in cinque anni. Inoltre, rispetto ai fabbisogni di personale indicati dall’azienda stessa, a febbraio 2022 gli sportellisti mancanti nella filiale pisana sono 19, su un totale regionale di 125 unità mancanti".

Anche i numeri sui portalettere della provincia di Pisa "sono impressionanti: da gennaio 2020 a gennaio 2022 l’organico di personale stabile è sceso in Toscana di 22 unità, su un totale per la Toscana di 216 postini non rimpiazzati. Nel territorio pisano a gennaio 2022 il numero di servizi coperti con personale a tempo determinato è pari al 20,7%,ovvero 2 portalettere su 10 hanno un contratto a scadenza rinnovabile al massimo per 12 mesi; periodo nel quale sono oggetto di uno sfruttamento costante per non rispettare gli orari di lavoro con straordinari spesso non retribuiti".

"Urgono assunzioni stabili dei precari, per migliorare la qualità del lavoro e del servizio - ribadiscono Basilei e Cantini - per quanto riguarda il Centro di Smistamento di Pisa Ospedaletto, a marzo 2022 l’organico stabile è di 100,5 addetti mentre quello previsto è di 132 unità, con un organico stabile mancante pari al 23,9%". Lo sciopero quindi proseguirà. 

Le proposte Slc Cgil

La digitalizzazione e la diffusione dei presidi potrebbe dare un ruolo di 'casa dei servizi pubblici' a Poste. "Poste dovrebbe diventare un luogo di raccolta e smistamento delle istanze dei cittadini, clienti e consumatori dirette alla pubblica amministrazione e alle imprese - dichiara la Slc Cgil di Pisa - l'ufficio postale dovrebbe anche strutturarsi sia per divenire il fulcro dello sviluppo delle potenzialità di crescita del mercato C2C come centro di raccolta e spedizione tramite Qr Code, sia come presidio per servizi dello Stato e delle istituzioni locali, sia come punto di accesso a servizi e attività organizzate di imprese e cittadini del territorio. Si apra una riflessione sul futuro del servizio, con interventi di investimento sul capitale umano che rimane la risorsa principale per ogni risultato e obiettivo da conseguire".

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