Coronavirus, le misure Asl: più posti letto in terapia intensiva ed aree dedicate ai pazienti meno gravi

L'azienda Asl Toscana nord ovest si prepara all'aumento dei pazienti: attualmente si registrano in media 25 nuovi casi al giorno

Maria Letizia Casani

L'Asl Toscana nord ovest si prepara per tutti gli scenari di impegno che il Coronavirus potrebbe richiedere agli ospedali del territorio. In una conferenza stampa nel pomeriggio di oggi, 11 marzo, rigorosamente online, il direttore generale Maria Letizia Casani ha esposto i piani dell'azienda rispetto al problema principale legato all'emergenza: la disponibilità di posti letto, in particolare in terapia intensiva

"Sul territorio - ha in avvio illustrato la dottoressa - stiamo riscontrando una media di 25 nuovi casi al giorno. Per precauzione stiamo procedendo a riorganizzare i posti letti di rianimazione nei 5 ospedali medio-grandi, che sono Pisa, Lucca, Massa, Versilia, Livorno, e probabilmente si interverrà anche su Pontedera. Nel giro di una decina di giorni, e in parte è gia stato attivato, provvederemo ad un raddoppio dei posti letto in terapia intensiva, passando da 68 posti letto a 140". 

Un'altra misura sarà la previsione di aree distinte e separate all'interno degli ospedali dedicate al ricovero di pazienti che, bisognosi di cure particolari legate alle condizioni del virus, cioè con terapie a seconda dei casi legate alla rianimazione piuttosto che alle malattie infettive, saranno però in "condizioni di media entità", cioè necessitanti di specifica osservazione ma non del posto letto in rianimazione. "Sarà garantita - ha spiegato Casani - la collaborazione con i reparti interessati, in aree isolate e specifiche. In una prima fase, in questi ospedali, sono stati previsti 115 posti letto, a cui poi saranno aggiunti altri 110 posti ed infine, in una terza fase, altri 80-90 posti letto. Se necessario, saranno attivabili altri 100 posti. Ci prepariamo anche per le ipotesi peggiori, sperando di non doverne avere bisogno". Gli altri ospedali del territorio potrebbero vedere aumentata la loro attività, in quanto trasferita dai nosocomi medio-grandi deputati a ricevere i pazienti legati a casi di Coronavirus. 

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"La raccomandanzione che mi sento di fare - ha concluso il direttore - è quello di stare a casa. Questa è la misura principale di prevenzione. E faccio appello anche per la donazione di sangue, che è scesa drasticamente. I nostri centri trasfusionali sono perfettamente sicuri, non avere abbastanza sangue potrebbe inficiare l'efficacia delle misure prese".

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