Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Potenziamento Camp Darby: "No ai treni della morte"

Il Comitato territoriale No Guerra lancia la campagna contro la realizzazione di una nuova linea ferroviaria fra la base militare e la stazione di Tombolo

Foto Massimo Fiorentini da RavennaToday (archivio)

Si muovono le associazioni pacifiste dopo la notizia che la base di Camp Darby sarà potenziata con una nuova linea ferroviaria, come denunciato pubblicamente dal gruppo consiliare 'Una Città in Comune-Rifondazione Comunista'. Il Comitato territoriale No Guerra area Pisa-Livorno ha lanciato per il prossimo 2 giugno un presidio di protesta davanti l'ingresso dell'area militare.

Parte quindi la campagna di sensibilizzazione per fermare i lavori, in quanto l'infrastruttura servirà al "trasporto di armi ed esplosivi attraverso un territorio densamente popolato", aspetto di pericolosità importante, oltre ai principi di non belligeranza propri della Costituzione italiana.

"Il progetto - prosegue e ricostruisce la nota della Campagna - è stato presentato dalla Commissione mista costruzioni italo-statunitense ed è stato approvato il 26 aprile dal Consiglio direttivo dell'Ente Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli. Esso prevede la realizzazione di una nuova linea ferroviaria che dalla Stazione di Tombolo porta ad un grande terminal all'interno di Camp Darby. La nuova linea, integrata da un ponte girevole sul Canale dei navicelli, permette il transito di due treni al giorno. Si vuole ora potenziare anche il collegamento ferroviario tra la base Usa e il porto di Livorno".

Secondo il Comitato "la spesa per la sua realizzazione è a carico delle Ferrovie e degli Enti locali, ossia di noi contribuenti. Sulle nostre spalle già grava una spesa militare che supera in media i 70 milioni di euro al giorno, pagati con denaro pubblico, destinata a crescere a circa 100 milioni a scapito delle spese sociali per il lavoro, la sanità e la scuola. Dobbiamo cioè pagare per realizzare un collegamento ferroviario che permette di far transitare attraverso il nostro territorio maggiori carichi di armi Usa. Esse vengono inviate soprattutto in Medioriente per le guerre in Siria, Iraq e Yemen, per mezzo di grandi navi statunitensi che fanno scalo ogni mese a Livorno".

Presupposti e conseguenze che vedono gli attivisti totalmente contrari al progetto: "Il nostro territorio verrebbe ulteriormente militarizzato. Crescerebbero allo stesso tempo i rischi per i suoi abitanti, dovuti al transito di treni carichi di armi ed esplosivi in zone densamente popolate. Un progetto di tale portata non può passare sulla testa di noi cittadini, facciamo sentire la nostre voce, diciamo no ai treni della morte".

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