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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca Centro Storico

Movida, i comitati cittadini contro il neo prefetto: "Il ridimensionamento del fenomeno ci lascia sconcertati"

Il Coordinamento dei comitati non ha gradito le parole della dottoressa Maria Luisa D'Alessandro sui problemi legati a malamovida e sicurezza nella città della Torre

"Le dichiarazioni rese alla stampa dal nuovo prefetto D'Alessandro in occasione del suo insediamento lasciano a dir poco sconcertati almeno coloro che, da anni, subiscono e denunciano le condizioni di chi nel centro storico ci abita e non ci viene solo per il 'birrino'. Sconcertanti perché, di colpo, sembrano portarci indietro nel tempo quando il fenomeno della movida era sminuito se non addirittura negato liquidando il tutto con le polemiche di quattro lamentoni". Non sono piaciute al Coordinamento dei Comitati cittadini le parole della nuova inquilina di Palazzo del Governo che, dati alla mano, ha descritto una situazione non troppo drammatica per quanto riguarda la sicurezza e la movida pisana.

"Sono serviti anni di insistente lavoro dei comitati e dei gruppi spontanei, formati da semplici cittadini che non dovrebbero essere costretti a fare quel che dovrebbero fare le istituzioni, per sensibilizzare e dare dignità di esistenza al fenomeno. Il problema della sicurezza urbana non è percepito, secondo un pre-giudizio diffuso, ma realmente vissuto sulla pelle dai cittadini con notti insonni, limiti alla circolazione, pericoli per l’incolumità personale, danneggiamenti di proprietà private e di beni pubblici, in alcuni casi anche di rilievo culturale; in altre parole, con un generalizzato abbassamento della qualità della vita nella città, aspetto che ha a che fare, come suggerisce lo stesso prefetto, con la sicurezza - proseguono dal Coordinamento - il lavoro incessante dei comitati cittadini ha portato alla sensibilità delle istituzioni (pare non ancora di tutte a leggere le dichiarazioni del neo prefetto), ma anche della magistratura che è intervenuta con sentenze che riconoscono il fenomeno e condannano anche enti pubblici al risarcimento dei danni che questo crea. Che il nuovo prefetto ridimensioni tutto questo lascia tutti preoccupati e allarmati. Senza aver svolto un’indagine approfondita e completa, il prefetto D’Alessandro ha riportato i dati delle due ultime settimane forniti dalle forze dell’ordine sugli interventi effettuati, compresa la Guardia di Finanza (quest’ultima, però, non è direttamente interessata dagli episodi di malamovida che interessano nell’immediato i cittadini, quindi non è ben chiaro che significato assumano questi dati). Il prefetto non cita le informazioni che provengono dalla Polizia Municipale. Ma non doveva esserci un numero unico a cui rivolgersi, perché ancora queste separazioni? Un aspetto significativo su cui il prefetto dovrebbe riflettere è che i cittadini, di fronte all’abnormità del fenomeno, neanche più si rivolgono alle forze dell’ordine, contattando il 112". 

"Vogliamo credere che siano dichiarazioni dettate da un atteggiamento prudente di chi ancora non ha preso contezza del fenomeno, per quanto lasci perplessi che si nutrano dei dubbi di fronte a un fenomeno così vasto, riconosciuto e raccontato ogni giorno sulla stampa. Nessun accenno inoltre viene fatto dalla dottoressa D’Alessandro delle criticità che subiscono i residenti, ignorando completamente le innumerevoli segnalazioni fatte, tutta presa dall’affermazioni che a Pisa la malamovida non esiste - proseguono - il prefetto arriva ad affermare che bere non è reato, e questo è vero, ma l’ubriachezza molesta sicuramente lo è, come la somministrazione di alcolici ai minori. E’ anche vero che il consumo di modiche quantità non è un reato, ma lo è lo spaccio con una rete capillare che pone Pisa tra le maggiori città della Regione. Nessun accenno ad un’opera di prevenzione contro i danni alla salute soprattutto dei più giovani. Il nuovo prefetto si propone di uscire in strada per prendere contezza della realtà: non le mancherà occasione di verificare la consistenza del fenomeno, a meno che non siano uscite 'istituzionali' e guidate nei luoghi meno martoriati".

Secondo il Coordinamento dei comitati "c'è la necessità che il rappresentante del Governo ascolti e stia al fianco dei cittadini che da anni lamentano un fenomeno grave e riconosciuto, peraltro, anche da altre istituzioni come il Comune di Pisa che, almeno recentemente, ha cambiato prospettiva verso il fenomeno e che sembra venire sconfessato dalle dichiarazioni fatte". "Confidiamo - concludono - che qualche uscita serale e qualche foto dia al nuovo prefetto un'idea più chiara del fenomeno e che lavori per contrastarlo".

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