Monitoraggio delle tartarughe sul litorale: premiati i volontari che hanno partecipato al progetto

Circa 50 le persone che hanno partecipato al progetto partito dopo il ritrovamento, avvenuto nell'estate del 2017 a Tirrenia, di uova di Caretta caretta, la tartaruga marina più diffusa nel Mar Mediterraneo

Il comune di Pisa ha premiato i volontari di Legambiente che quest'estate, per dieci giorni consecutivi, hanno portato avanti un’attività di monitoraggio delle nidificazioni di tartaruga, lungo il tratto di litorale che va da Marina di Pisa a Calambrone. "In una estate da record per le nidificazioni delle tartarughe marine in Toscana - ha detto l'assessore all'Ambiente, Filippo Bedini - con ben quattro nidi individuati e monitorati, anche Pisa ha fatto la sua parte attraverso una intensa attività di monitoraggio che grazie all’impegno di tanti volontari ha consentito di tenere sotto controllo il nostro litorale. L’impegno del comune di Pisa, che dal 2016 ha aderito alla Carta di Paternariato 'Santuario Pelagos', proseguirà anche negli anni futuri, anche grazie al fondamentale contributo delle associazioni ambientaliste e ai tanti volontari, con l’obiettivo di rendere la fruizione della nostra costa sempre più compatibile con l'ecosistema".

Dopo il ritrovamento nell’estate del 2017 lungo la costa di Tirrenia di alcune uova di 'Caretta Caretta', la tartaruga marina più diffusa nel Mar Mediterraneo, Legambiente, con il supporto del Comune di Pisa e dell'Ente Parco di San Rossore, ha organizzato nell’estate 2018, un’attività di monitoraggio delle nidificazioni di tartaruga, lungo il tratto di litorale da Marina di Pisa a Calambrone. L'attività è stata svolta in collaborazione con l'associazione scientifica Tartamare, che si occupa appunto della difesa delle tartarughe marine e che nel 2017 ha gestito il nido ritrovato a Marina di Campo (Isola d'Elba), da cui sono nate 103 piccoli di tartaruga marine e nell’estate 2018 i nidi ritrovati  nella spiaggia di Rimigliano a San Vincenzo, nella spiaggia di Straccoligno a Capoliveri e nella spiaggetta di Santa Lucia a Castiglioncello. È stata inoltre coinvolta l'Arpat come consulente scientifico.

Il progetto, coordinato dalla direzione Ambiente del comune, è stato realizzato grazie alla partecipazione di circa 50 volontari che si sono alternati ogni giorno a coppie, a partire dalle 6 del mattino, nel monitoraggio di tutto il litorale pisano, perlustrando le spiagge di sabbia da Marina di Pisa fino allo scolmatore a Calambrone. Il monitoraggio si è concentrato dal 18 giugno al 18 agosto, periodo di maggiore probabilità di deposizione delle tartarughe. I volontari sono stati precedentemente istruiti sulle modalità di osservazione della spiaggia e poi suddivisi in turni per coprire tutto il litorale. Purtroppo l’attività di monitoraggio per quest'anno non ha portato alla scoperta di siti di nidificazione sul litorale pisano, ma il progetto è stato uno strumento utile grazie al quale i volontari hanno collaborato per tenere pulito in maniera sistematica tutto il litorale, spiagge libere comprese.

"Le spiagge toscane rappresentano il confine più a nord dove questi affascinanti animali marini decidono di deporre le uova e la scoperta della nidificazione nell’estate 2017 a Tirrenia, anche se non ha portato alla nascita dei piccoli di tartaruga, è stata per certi versi straordinaria - spiegano da Legambiente Pisa - in quanto l’area di nidificazione di questo rettile marino è solitamente il bacino orientale del Mediterraneo (Grecia, Turchia, Cipro e Libia) e quello di Tirrenia è attualmente il sito di deposizione più settentrionale ad oggi segnalato. In Italia i siti di nidificazione non sporadici sono due: le isole Pelagie e la costa ionica calabrese ma le coste toscane, grazie anche alle intense attività di monitoraggio e ricerca della presenza dei nidi, come quella realizzata sulla costa pisana questa estate, si confermano anno dopo anno siti idonei che questa specie individua per riprodursi".

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