Presa di posizione della Strada del vino delle Colline Pisane sulla riapertura della discarica della Grillaia

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

La Strada del Vino delle Colline Pisane ritiene che il progetto di messa in sicurezza della discarica La Grillaia, attraverso un nuovo conferimento di rifiuti speciali, rappresenti un progetto controproducente agli interessi del territorio rappresentato e ai propri associati. Ad oggi contiamo di 54 tra istituzioni; produttori singoli e consorziati di vino, olio, formaggi, liquori e altri prodotti enogastronomici certificati o tradizionali; agriturismi; associazioni per la raccolta e salvaguardia del tartufo; commercianti di prodotti enogastronomici locali; ristoratori; produttori di materiali enologici; servizi al turismo e all'agricoltura; musei. Abbiamo il compito, sancito da leggi nazionali e regionali, di dare informazioni e comunicare la qualità delle nostre produzioni di eccellenza, molte delle quali certificate da denominazioni di origine come per il vino, non ultima la recente Doc Terre di Pisa, che per altri prodotti come i Pecorini Dop Toscano e delle Balze Volterrane. Senza dimenticare che insieme ad altre produzioni come olio extravergine d'oliva, salumi e carni lavorate artigianalmente, nel territorio insiste l'area di produzione del tartufo bianco, definita dalla normativa regionale delle colline sanminiatesi, per definizione uno dei più pregiati al mondo. Anche in relazione alla nostra trasversalità per azioni di rappresentanza come rete di imprese, di tutela del territorio e del paesaggio, per i riflessi che induciamo sul sistema socio economico legato all'agricoltura e al turismo, viste le possibilità come da legge regionale 76 del 2019 di poter svolgere attività enoturistica e di costituire di per sé Distretto Rurale, riteniamo che la riapertura della discarica della Grillaia costituirebbe un errore. Errore in grado di fornire una immagine completamente distorta, in senso estremamente negativo, rispetto a quello che intederemmo comunicare come qualità e sostenibilità delle produzioni agroalimentari, delle risorse naturali, dei punti di maggiore attrattività turistica sia per la Valdera, a livello singolo, che per le Terre di Pisa a livello collettivo. Per citare un esempio di questi punti di attrattività turistica basti pensare ad esempio a due icone mondiali come il Teatro del Silenzio ed il Museo Piaggio per la Vespa. Un errore in grado inoltre di compromettere la costruzione di una rete virtuosa, che stiamo faticosamente intessendo, tra istituzioni, imprese e associazioni di vario genere, di fondamentale importanza per garantire una ripartenza più veloce di tutta l'economia, in particolare di quella legata ad un settore trainante come il turismo enogastronomico, con l'obiettivo del superamento dell'attuale fase emergenziale connessa al Covid 19. Rete capace di sviluppare tra l'altro: progettualità innovative in grado di intercettare, in partenariato, quelle risorse, specie comunitarie, delle quali vi è una estrema necessità; percorsi legati alla sostenibilità ambientale, in prospettiva una delle carte vincenti per il prossimo futuro, che ci ha visti come prima Strada del Vino in Toscana aderire al manifesto di collaborazione #toscanapulita promosso dalla Regione Toscana per la riduzione e l'azzeramento delle plastiche usa e getta.

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